Il Senato svizzero blocca la possibilità per il Paese di adottare sanzioni indipendenti

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Accedi all'archivio mediaZurigo, Svizzera
Zurigo, Svizzera - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2022
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Dalla Svizzera, con la Commissione per la politica di Sicurezza statale, un secco no alla possibilità di sanzioni "mirate" da parte del Paese nei confronti di cittadini stranieri.
"La Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio di Stato (CPS-E) ha respinto all'unanimità la possibilità che la Svizzera possa imporre sanzioni autonome a individui accusati di gravi violazioni del diritto internazionale, temendo pressioni e sfidando la neutralità", ha affermato il Senato in un comunicato stampa.

"Secondo la Commissione, l'attuale politica sanzionatoria si è rivelata efficace. Finora la Svizzera non ha imposto sanzioni da sola, ma in ogni caso ha partecipato a sanzioni che hanno ricevuto un'ampia approvazione internazionale. Secondo il 'CPS -E', una politica sanzionatoria autonoma avrà solo un effetto simbolico e indesiderabile, quindi la commissione respinge la proposta presentata dal Consiglio nazionale nell'ambito della modifica della legge sull'embargo", si legge nel documento.

I senatori ritengono che una norma del genere significherebbe un drastico cambiamento nella politica sanzionatoria del Paese e creerebbe grossi problemi in termini di stato di diritto e neutralità della Svizzera.
"Il CPS-E ritiene che il nostro Paese potrebbe essere soggetto a pressioni in futuro per imporre sanzioni contro determinate persone giuridiche o individui", chiarisce la Commissione in un comunicato stampa.
La Svizzera ha già adottato il settimo pacchetto di sanzioni dell'UE contro la Russia, compreso un embargo sull'oro. Le autorità hanno anche deciso di congelare i beni della banca russa Sberbank.
L'addetto stampa del più grande partito al parlamento svizzero, l'Unione democratica di centro (Udc), ha poi affermato che l'adozione di sanzioni contro la Federazione russa da parte di Berna viola la costituzione del Paese.
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In seguito Ivan Nechaev, vicedirettore del dipartimento informazione e stampa del ministero degli Esteri russo, ha affermato che la Svizzera ha perso il suo status neutrale e non può rappresentare gli interessi di Kiev nella Federazione russa, come suggerito da Berna.
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