MaE russo: l'Occidente continuerà a usare la "Colt", con dimostrazioni di forza in costante aumento

© Sputnik . Natalia SeliverstovaIl ministero degli Affari esteri della Federazione Russa
Il ministero degli Affari esteri della Federazione Russa - Sputnik Italia, 1920, 03.08.2022
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Dal ministero degli Esteri russo dure critiche alla politica occidentale e americana in primis da "far West", in diplomazia: si rischia una costante escalation delle dimostrazioni di forza.
Il direttore del Dipartimento per la pianificazione della politica estera del ministero degli Affari Esteri russo, Alexey Drobinin, sottolinea, in un articolo pubblicato questo mercoledì sul sito della rivista russa Vita Internazionale, come i rapporti tra Russia e Occidente siano andati progressivamente peggiorando, fino ad un "punto di non-ritorno":

La tendenza ad aumentare l'importanza del fattore di forza negli affari internazionali si intensificherà se i Paesi dell'Occidente continueranno ad 'afferrare la Colt' nei casi in cui è richiesta la diplomazia.

Il direttore sottolinea poi l'importanza della "multipolarità e della globalizzazione", di cui tutti presumibilmente potranno beneficiare, ma a condizione che nessuno interferisca con il corso naturale di questi processi oggettivi.

"Il comportamento dei circoli dirigenti del Nord America e dell'Europa occidentale è di importanza decisiva. Se non fermano la dolorosa sensazione (...) di perdita di potere sul mondo che stanno vivendo ora e continuano ad 'afferrare la Colt' (...) la tendenza allarmante di aumentare l'importanza del fattore di forza a livello internazionale continuerà e si intensificherà", ha osservato il diplomatico.

Allo stesso tempo, Drobinin ha sottolineato che l'arroganza dell'Occidente è alimentata da decenni, se non secoli, di "impunità e permissività", con gli States, sottolinea lo stesso, da tempo abituati a dichiarare una minaccia Paesi che distano di svariate migliaia di chilometri dalle coste americane, parafrasando il suo stesso intervento:
"In quale altro modo si spiega l'avventurismo dei presidenti americani, abituati a dichiarare una minaccia alla sicurezza nazionale Paesi situati a decine di migliaia di chilometri dagli Stati Uniti? I risultati degli interventi militari (ad esempio, in Jugoslavia, Iraq, Libia, Afghanistan) sono state la destabilizzazione di intere regioni", ha concluso.
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