Problemi di comunicazione Occidente con Russia e Cina possono aumentare rischio di guerra nucleare

© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation / Vai alla galleria fotograficaLancio del missile Bulava
Lancio del missile Bulava - Sputnik Italia, 1920, 28.07.2022
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Quando una "serie di negoziati e dialoghi" durante la Guerra Fredda ha offerto sia al blocco occidentale che a quello sovietico "un livello di fiducia più elevato" sul fatto che una guerra atomica non sarebbe scoppiata per errori di calcolo, l'Occidente ora manca "delle stesse basi con altri” che potrebbero minacciarlo, ritiene Stephen Lovegrove.
L'attuale peggioramento delle relazioni tra le potenze occidentali da un lato e Russia e Cina dall'altro esacerba il rischio di una guerra nucleare, ha avvertito il consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito Stephen Lovegrove.
Intervenendo al Center for Strategic and International Studies di Washington, Lovegrove ha sottolineato come durante la Guerra Fredda i blocchi occidentale e orientale siano riusciti a stabilire una "comprensione condivisa della dottrina", che purtroppo oggi è "assente".

"Durante la Guerra Fredda, abbiamo beneficiato di una serie di negoziati e dialoghi che hanno migliorato la nostra comprensione della dottrina e delle capacità sovietiche, e viceversa", ha affermato, citato dal Guardian.

"Questo ha dato ad entrambi un livello più alto di fiducia nel fatto che non avremmo calcolato male la nostra strada verso la guerra nucleare".
"Oggi non abbiamo le stesse basi con altri che potrebbero minacciarci in futuro, in particolare con la Cina", ha aggiunto.
Lovegrove ha inoltre suggerito che il deterioramento della comunicazione tra Occidente, Russia e Cina porta a un rischio maggiore di "rapida escalation verso un conflitto strategico" e che un "interruzione della comunicazione" con Mosca e Pechino potrebbe sfociare in una guerra nucleare, osserva il quotidiano.
Allo stesso tempo, ha affermato che elementi dell'architettura di sicurezza esistente come il trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari rimangono "vitali", anche se sembra che "le attuali strutture da sole non forniranno ciò di cui abbiamo bisogno, un moderno controllo degli armamenti”.
Queste affermazioni arrivano quando la presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi sembra pronta a visitare Taiwan, anche se Pechino ha ripetutamente avvertito che il mantenimento dei contatti ufficiali degli Stati Uniti con l'isola viola la sovranità e l'integrità territoriale della Cina.
E il flusso di armi in costante crescita dai Paesi occidentali all'Ucraina nel pieno del conflitto in corso nel Paese ha portato alcuni politici a esprimere la preoccupazione che la crisi potrebbe degenerare e trasformarsi nella Terza Guerra Mondiale.
Allo stesso tempo il numero uno del comando strategico degli Stati Uniti, l'ammiraglio Charles Richard, ha dichiarato che le forze strategiche sono "alle postazioni di battaglia", in parte a causa delle azioni della Russia descritte da lui come "coercizione nucleare sottilmente velata", osserva il Nebraska Examiner.
"Quello che in precedenza in alcuni casi era stato ritenuto un evento teorico o altamente improbabile è stato effettivamente dimostrato nella vita reale", ha detto Richard al forum sulla deterrenza del 2022 del comando strategico statunitense.
Ha inoltre ammesso che gli Stati Uniti "non hanno mai dovuto contenere due oppositori con capacità nucleare allo stesso tempo che devono essere dissuasi in modo diverso", apparentemente riferendosi a Russia e Cina.
"Lo so: le cose come al solito non funzioneranno più", ha aggiunto Richard.
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