Falso made in Italy nel mondo: vale 120 miliardi e 300mila posti di lavoro mancati - Coldiretti

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Prosecco di Valdobbiadene  - Sputnik Italia, 1920, 13.06.2022
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Sale a 120 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo: sanzioni ed embarghi, favoriscono il protezionismo e moltiplicano la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo italiano.
L’allarme lanciato da Coldiretti e Filiera Italia arriva all’inaugurazione del Summer Fancy Food 2022 il più importante evento fieristico mondiale dedicato alle specialità alimentari a New York City presso il Javits Center.
La mission dell'esposizione è contrastare “italian sounding” nel mondo: che secondo le stime Coldiretti riguarda ben due prodotti agroalimentari italiani ogni tre presenti sui mercati esteri.

Taroccamenti alimentari, guidano formaggi e salumi

In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi: Parmigiano Reggiano e Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Non sfuggono alle imitazioni anche Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva.

Poi è la volta dei vini

Tra gli “orrori a tavola” non mancano i vini, dal Chianti al Prosecco – spiega Coldiretti – che non è solo la Dop al primo posto per valore alla produzione, ma anche la più imitata. Ne sono un esempio il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi, il Whitesecco austriaco, mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. Una situazione destinata peraltro a peggiorare se l’Ue dovesse dare il via libera al riconoscimento del Prosek croato.
“Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore con un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “ponendo un freno al dilagare dell’agropirateria a tavola si potrebbero creare ben 300mila posti di lavoro in Italia”.
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