Mali, esperti: la Francia usa la Russia come caprio espiatorio per i propri crimini

© AP Photo / Jerome DelayMalian soldiers in Gao, northern Mali
Malian soldiers in Gao, northern Mali - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2022
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Il ritrovamento in Mali di una fossa comune vicino a una ex base francese ha spinto Parigi ad accusare il gruppo Wagner, un'organizzazione paramilitare russa privata, di aver trasportato lì i cadaveri, al fine di diffamare le forze armate francesi.
Tuttavia, il 2 maggio, a seguito della macabra scoperta, il governo di Bamako ha annunciato di voler rinunciare al proprio accordo militare con la Francia.

"La Francia desidera disperatamente mantenere la propria influenza e il controllo sull'Africa occidentale, facendo dunque di tutto per screditare il governo del Mali e, naturalmente, l'assistenza che sta ricevendo dalla Russia", afferma Christopher C. Black, avvocato penalista con 20 anni di esperienza in crimini di guerra e relazioni internazionali.

Il 25 settembre scorso, in seguito alla decisione del presidente francese Macron di ritirarsi dal paese nel giugno 2021, il Mali aveva chiesto aiuto al gruppo Wagner. La decisione di Macron era stata innescata dalla rimozione del vicepresidente Assimi Goita dalla leadership civile ad interim e dall'incarico di capo del governo di transizione a maggio 2021.
L'annuncio del ritiro di almeno metà del contingente francese di 5000 uomini e la fine dell'iniziativa antiterrorismo di Parigi "Barkhane" aveva spinto il Mali a rivolgersi al gruppo Wagner, decisione che aveva scatenato una tempesta di critiche da parte della Francia e altri stati UE, i quali sostenevano che dietro l'accordo ci fosse Mosca.
Il ministero degli Esteri russo aveva confutato le affermazioni, spiegando che Wagner non ha nulla a che fare con il governo russo. Da parte sua, il primo ministro maliano Choguel Kokalla Maiga aveva chiarito che, dopo la decisione "unilaterale" della Francia di ritirare le truppe dal Mali, Bamako non aveva altra scelta se non cercare alternative per difendersi.

"Il fatto che l'influenza della Russia stia crescendo nella regione è interessante e riporta alla memoria il sostegno sovietico a precedenti movimenti di liberazione in tutta l'Africa. Le continue accuse contro Wagner e i mercenari russi si inseriscono nella propaganda aggressiva della NATO contro la Russia, che deve essere vista in quel contesto”, ha aggiunto Black.

L'avvocato ha poi fatto notare che l'Occidente ha mosso accuse simili nei confronti della Libia, che è stata bombardata e distrutta dalla NATO. Black evidenzia che queste azioni da parte della Francia e della NATO sono indicative di un approccio di "giustizia selettiva".

"Dal momento che, quando hanno cacciato Gbagbo dalla Costa d'Avorio, i francesi hanno sostenuto Outtuara come nuovo leader, il quale ha condotto numerosi massacri nei confronti dei sostenitori di Gbagbo nel 2010, e hanno chiuso un occhio e sostenuto simili azioni, è ragionevole presumere che la fossa comune vicino alla loro ex base sia opera loro, e non dei mercenari russi".

La scoperta della fossa comune fuori da una base militare a Gossi, nel nord del Mali, ha esacerbato i già tesi rapporti tra Bamako e Parigi. I corpi erano stati trovati due giorni dopo che le forze francesi avevano lasciato la base, ma un'indagine preliminare dell'esercito maliano aveva dimostrato che, in base allo stato di decomposizione, la fossa comune "esisteva ben prima della consegna francese" della struttura alla parte maliana.
I media locali avevano affermato che i cadaveri potrebbero essere un gruppo di pastori maliani, scomparsi poco prima del ritiro dell'esercito francese da Gossi.
L'esercito francese aveva negato ogni responsabilità, affermando che fosse stato il gruppo Wagner a scaricare deliberatamente i corpi nei pressi della base, così da diffamare le forze armate di Parigi.
I francesi avevano anche rilasciato dei filmati sgranati ripresi coi droni, che mostravano uomini non identificati, presumibilmente caucasici, che maneggiavano i cadaveri vicino alla struttura. Quando la BBC aveva richiesto delle registrazioni di qualità superiore, l'esercito francese aveva detto che, per "motivi di sicurezza", non era possibile.
Nel frattempo, la Russia è stata trasformata in un "capro espiatorio", spesso utilizzato dall'Occidente per eludere la responsabilità dei suoi misfatti, affermano gli osservatori.

"Per qualsiasi atrocità in qualsiasi parte del mondo,la Russia è diventata ciò che si definisce 'capro espiatorio' [...] conviene sempre ai media ed ai governi occidentali incolpare la Russia, senza alcun riguardo per i fatti reali relativi a quanto accaduto. Si notino ad esempio le ridicole notizie secondo cui i soldati russi sono stati i 'macellai della Siria' mentre, in realtà, hanno salvato il Paese dalle atrocità islamiche", ha commentato Philip Giraldi, precedentemente direttore di sede CIA e ufficiale dell'intelligence militare.

Per il professore Alfred de Zayas, ex esperto indipendente di ordine internazionale all'ONU e autore di ben 10 libri, la Russia rappresenta inoltre "l'uomo nero", ossia la principale giustificazione per la continua esistenza del blocco NATO dell'era della Guerra Fredda e per la corsa agli armamenti in corso, oltre che per le enormi spese del complesso militare-industriale occidentale.
"Nel frattempo, sappiamo di molti mercenari stranieri e società di sicurezza privata che lavorano per gli Stati Uniti e la NATO in Ucraina", ha sottolineato de Zayas.

"A tutti gli osservatori imparziali sembra che la Francia sia stata colta in flagrante nella commissione di un crimine di guerra in Mali. Fortunatamente per lei, i media della 'comunità internazionale' avevano già lavorato duramente nel descrivere l'operazione militare russa in Ucraina come, di fatto, un grande crimine di guerra. Era quindi logico spostare l'attenzione sulle azioni russe in Ucraina, così da distogliere l'attenzione dalle azioni francesi in Mali al fine di mantenere la reputazione ingiustificata della Francia di essere una "forza del bene", ha dichiarato Joe Quinn, commentatore politico e autore da Parigi.

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