Fosse comuni in Mali, "messa in scena russa"?Le accuse (infondate) della propaganda francese

© AP Photo / Mohamed SalahaСитуация в Мали в связи с военным переворотом, 18 августа 2020 года
Ситуация в Мали в связи с военным переворотом, 18 августа 2020 года - Sputnik Italia, 1920, 04.05.2022
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Il tentativo di presentare il caso delle fosse comuni in Mali come una "messa in scena dei russi" è una provocazione della propaganda francese?
“Il tentativo di presentare il caso delle fosse comuni in Mali come una "messa in scena da parte dei russi" è un'altra provocazione della propaganda francese, questo caso ha mostrato che la Francia è seriamente preoccupata per la perdita della sua influenza in Mali e un altro attacco mediatico contro le forze armate in Mali è solo questione di tempo”, afferma la presidente del Fondo per la lotta alle repressioni Mira Terada.
"I principali portavoce della disinformazione sono stati i media, che hanno deliberatamente diffuso le bugie del governo. In ultimo, questa terribile scoperta che i residenti del distretto di Gossi della Repubblica del Mali hanno fatto dopo che i militari francesi se ne sono andati da lì", ha detto Terada in una conferenza stampa presso il centro stampa di MIA Rossija Segodnya.
L'esperto ha suggerito di ripristinare la cronologia degli eventi:
il 19 aprile 2022 le forze francesi di Barhan hanno consegnato la base militare di Gossy alle forze armate del Mali
il 20 aprile le forze armate sono entrate nella base militare che il contingente francese aveva appena lasciato.
nella notte del 21 aprile sono stati sparati colpi di arma da fuoco nei pressi della base di Gossi e un gruppo di militari maliani è andato in pattuglia notturna nelle vicinanze e ha scoperto una fossa comune di corpi mutilati.
Foto e video di corpi non identificati hanno colpito immediatamente i social network e hanno causato un'ondata di rabbia tra la gente del posto, ha osservato l'esperto.
Terada ha aggiunto che gli utenti sono rimasti scioccati dalla scoperta e hanno ritenuto responsabili i francesi, inoltre, una settimana prima dell'incidente, i media maliani avevano pubblicato informazioni sul rapimento di 6 pastori da parte dei francesi nella zona di Gossi, il cui destino è ancora sconosciuto.
Alla vigilia del ritiro del contingente francese dalla base nei pressi di Gossy, inoltre, la gente del posto ha sentito delle esplosioni e ha ipotizzato che i francesi stessero distruggendo alcuni oggetti compromettenti.
"Per quanto riguarda la fossa comune, a loro volta, i francesi stanno cercando di negare il coinvolgimento nel terribile ritrovamento e la chiamano, come sempre, una "messa in scena dei russi", ma è impossibile determinare la razza e, ancor di più, la nazionalità delle persone filmate vicino alla base di Gossy e che si vedono nel filmato che loro sventolano come ‘prova’, ha spiegato.
“Tutto ciò non è che l’ennesima provocazione della propaganda francese", ha concluso il capo della Fondazione.
Terada ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che durante l'intera presenza di istruttori russi in Mali, la Francia abbia accusa il governo maliano di collaborare con mercenari russi, ma non è mai stata in grado di fornire una sola prova.
"Questo caso ha mostrato che la Francia è seriamente preoccupata per la perdita della sua influenza in Mali. E un ennesimo attacco mediatico contro le forze armate del Mali è solo questione di tempo.

Il parallelo con l'Ucraina

La stessa cosa sta accadendo ora in Ucraina. I media occidentali stanno provando di imporre a tutta l'umanità l'idea che la Russia stia commettendo crimini atroci sul territorio dell'Ucraina. Le provocazioni mediatiche a Bucha e Kramatorsk ne sono l'esempio più eclatante", ha affermato Terada. Così come non puoi entrare nello stesso fiume due volte, dice, gli stessi trucchi non funzionano come vorrebbero agli architetti del sistema di disinformazione anglo-americano.
"La falsa immagine del mondo sulla situazione in Ucraina, diligentemente costruita dai media occidentali, ha già iniziato lentamente ma inesorabilmente a riempirsi di crepe. Il nostro compito principale è trovare queste crepe e sferrare loro un colpo decisivo”, ha concluso la responsabile del Fondo.
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