Vladimir Putin: la Russia ha resistito al tentativo di destabilizzazione dell'Occidente

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Il presidente russo Putin - Sputnik Italia, 1920, 18.04.2022
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Il presidente russo Vladimir Putin, in occasione di un briefing sulla situazione economica del Paese tenutosi oggi, rassicura sugli effetti delle sanzioni imposte alla Russia sul lungo periodo: se i paesi occidentali e i loro alleati volevano condurre una "guerra lampo economica" contro la Russia, hanno fallito.
Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno imposto un totale di oltre 9.600 sanzioni contro funzionari russi, contro lo stato, le aziende, i magnati e le altre entità in relazione alla crisi in atto in Ucraina.
Mosca ora ha più restrizioni che Iran, Siria, Corea del Nord, Venezuela e Myanmar messi insieme.
"La Russia ha resistito con successo alla pressione esercitata dalle sanzioni senza precedenti imposte al Paese da parte dell'Occidente", ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
"L'obiettivo era minare rapidamente la situazione finanziaria ed economica del nostro Paese, provocare il panico nei mercati, il collasso del sistema bancario e una carenza su larga scala di merci nei negozi", ha detto Putin, parlando in un briefing sulla situazione economica.
"Possiamo affermare con sicurezza che questa politica contro la Russia è fallita, che la strategia di una "guerra lampo economica" contro di noi è fallita", ha aggiunto.
Nel frattempo, ha affermato il presidente, i cittadini europei e americani medi sono stati costretti a subire un calo del loro tenore di vita a causa della miopia dei loro leader.
"Le sanzioni non sono state prive di conseguenze per gli stessi che le hanno introdotte. Mi riferisco alla crescita dell'inflazione e della disoccupazione, al calo dei risultati economici negli Stati Uniti e nei paesi europei, al calo del tenore di vita degli europei e alla svalutazione dei loro risparmi", ha detto Putin.
Il presidente russo ha poi chiesto al governo di continuare ad ampliare il suo programma di misure di emergenza per far fronte alle pressioni occidentali, anche accelerando il passaggio al commercio estero in rubli e alle valute dei partner commerciali della Russia.
Al momento, ha detto il presidente, l'economia russa si è stabilizzata e il tasso di cambio del rublo è sostanzialmente tornato ai livelli visti all'inizio di febbraio, prima che Mosca e i suoi alleati del Donbass iniziassero l'operazione speciale in Ucraina.
La Russia ha raggiunto un conto delle partite correnti nella bilancia dei pagamenti nel primo trimestre 2022 di più di 58 miliardi di dollari: "un massimo storico", ha affermato Putin.
Il rublo russo era crollato a fine febbraio e inizio marzo nel proprio valore nei confronti delle principali valute estere, scendendo del 30% rispetto al dollaro USA e di un valore simile rispetto all'euro.
La mossa ha provocato una temporanea sospensione delle negoziazioni alla borsa di Mosca, ha portato la banca centrale ad aumentare il tasso di interesse al 20% e ha spinto le autorità a costringere le aziende a vendere l'80% delle loro riserve di valuta estera per stabilizzare la situazione.
Il rublo ha iniziato a riprendere quota dopo l'annuncio di Putin il 23 marzo che ordinava che i pagamenti per il gas russo fossero effettuati in rubli.
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