Boris Johnson rischia altre tre multe, e forse anche la carriera, per lo scandalo Partygate

© REUTERS / UK Parliament / Jessica TaylorIl primo ministro britannico Boris Johnson
Il primo ministro britannico Boris Johnson - Sputnik Italia, 1920, 14.04.2022
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Martedì, il primo ministro ha confermato di aver pagato una multa alla polizia metropolitana per aver partecipato a una festa di compleanno a Downing Street nel giugno 2020 durante il blocco del COVID-19. Altre tre multe sarebbero in arrivo secondo i giornali britannici.
Il primo ministro britannico Boris Johnson si sta preparando per altre tre multe della polizia per aver violato le regole di blocco del COVID hanno affermato il Daily Mirror e il Guardian.
Secondo quanto riferito, gli eventi includono una festa estiva del maggio 2020, un incontro di novembre nell'appartamento di Johnson con sua moglie il giorno delle dimissioni di Dominic Cummings da consulente senior del Primo ministro (e stratega della Brexit) e una riunione il giorno dopo a Downing Street per le dimissioni di Lee Cain, direttore delle comunicazioni del governo.
Gli addetti ai lavori hanno affermato che nessun partecipante ha ancora ricevuto multe per quegli eventi, che devono ancora essere completamente indagati dalla polizia metropolitana.
Dopo le 50 sterline di multa (60 euro) già comminate al Primo ministro, ora i media si aspettano quindi almeno altre tre multe.

Questione non economica ma di immagine e politica

Multe di questo ordine, per quanto accumulabili, non sono certo una questione di gravità economica, sottolineano i media e l’evidenza logica. La questione di imbarazzo consiste piuttosto nel fatto che proprio il Primo ministro sia caduto in fallo non rispettando normative approvate dal suo stesso governo e delle quali avrebbe chiesto il rispetto ai cittadini senza del tutto rispettarle egli per primo.
Da questo punto di vista non stupisce che da più parti si sia addirittura arrivati a chiedere le dimissioni dello stesso Johnson. Richieste ovviamente rifiutate e rimandate ai vari mittenti dal Primo ministro.
Una delle fonti citate dai media britannici ha addirittura suggerito che tali multe potrebbero rivelarsi "mortali" per la carriera politica del premier:
"I conservatori, se rappresentano qualcosa, sostengono lo stato di diritto e il mantenimento dell'ordine. Se non possono rispettare le proprie regole e non mostrano umiltà di fronte alla giustizia, è impossibile per loro mantenere quella veste", ha detto la fonte anonima citata dal Guardian.
Martedì, il primo ministro ha affermato durante un intervento televisivo di rispettare "pienamente" l'esito delle indagini della polizia e di comprendere "la rabbia che molti proveranno" per il fatto che neppure lui è stato all'altezza quando si è trattato di osservare le stesse regole che il suo governo aveva introdotto per proteggere il pubblico.
"Accetto in tutta sincerità che le persone abbiano il diritto di aspettarsi di meglio. Ora sento un senso di obbligo ancora maggiore a rispettare le priorità del popolo britannico […]. Prendo questo compito con la dovuta umiltà ma con la massima determinazione per adempiere il mio dovere e fare ciò che è meglio per il paese in cui servo. Credo che il mio lavoro sia quello di andare avanti e portare avanti le cose per la gente. Questo è quello che farò", ha aggiunto Johnson.
Un nuovo sondaggio d'opinione della YouGov ha rivelato che il 57% del pubblico britannico pensa che Johnson dovrebbe dimettersi per lo scandalo "partygate", con un aumento di un 10% rispetto al precedente sondaggio pubblicato l’8 marzo.
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