Sanzioni sul petrolio, Shell modifica i contratti per continuare a comprare dalla Russia

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Shell - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2022
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Il colosso anglo-olandese del petrolio Shell ha apportato modifiche ai suoi contratti: la società ora potrà acquistare petrolio dalla Russia, a patto che lo stesso sia almeno per metà mescolato con quello di un altro Paese, riferisce Bloomberg, citando i contratti disponibili.
A febbraio, Shell ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dalle joint venture con Gazprom e Gazprom Neft, tra cui il "Sakhalin-2", lo "Yenisei" e il "Salym Petroleum", e di cessare la partecipazione al progetto Nord Stream 2.
A marzo, la società ha annunciato l'intenzione di rifiutare la partecipazione a tutti i progetti di idrocarburi russi, nonché di interrompere gli acquisti sul mercato spot di petrolio dalla Federazione Russa.
Giovedì la Shell ha pubblicato una previsione secondo cui, stando ai risultati del periodo recente, la società perderà da 4 a 5 miliardi di dollari a causa della cessazione di alcune attività nella Federazione Russa.
"Nel caso di Shell, l'azienda ha modificato i cosiddetti termini e condizioni generali dei suoi contratti per consentire la miscela russa (...) Il punto sarà vendere una barile che è prodotto solo per il 49,99% in Russia. Secondo Shell, fino a che il restante 50,01% proviene da altre fonti, il carico di petrolio tecnicamente non è di origine russa", scrive l'agenzia.
Bloomberg ha commentato così la vicenda: "il mixaggio è uno strumento conveniente per le aziende per dire pubblicamente una cosa e farne un'altra".
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