Russia, min. Esteri: la minaccia di terrorismo chimico da parte dei nazionalisti ucraini è reale

© Sputnik . Maksim BlinovIl viceministro degli Esteri russo Oleg Syromolotov
Il viceministro degli Esteri russo Oleg Syromolotov - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2022
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Mosca considera come altamemente probabile la minaccia di terrorismo chimico da parte delle forze ucraine, secondo quanto riferisce il viceministro degli Esteri Syromolotov.
Il viceministro degli Esteri russo Oleg Syromolotov ha dichiarato a Sputnik che Mosca considera molto reale la minaccia del terrorismo chimico da parte dei nazionalisti e dei militari ucraini.
"Riteniamo molto reale la minaccia del terrorismo chimico da parte dei nazionalisti fascisti che operano sotto il patrocinio dell'attuale regime di Kiev, e delle unità delle forze armate ucraine sotto il loro controllo", ha affermato Syromolotov.
"L'elevata probabilità di attuazione di tale scenario è condizionata da molteplici provocazioni chimiche organizzate da gruppi armati estremisti controllati dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO durante il conflitto siriano", ha affermato.
Syromolotov ha affermato che un esempio di ciò è stata la provocazione messa in scena nella città ucraina di Bucha e i piani per azioni di provocazione chimiche nel Donbass escogitati dal team di Vladimir Zelensky, di cui la Russia ha ripetutamente informato il Consiglio di sicurezza dell'ONU e l'OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche).

“Non ci stupiremmo se accuse simili verranno mosse contro di noi in relazione ai recenti eventi presso lo stabilimento di Zarya (la città di Rubezhnoye), dove i militanti si sono impegnati a far saltare in aria i carri armati con acido nitrico, in modo tale che la nube di sostanze tossiche risultante fosse trasportata dal vento all'insediamento di Kudryashovka, liberato da loro", ha detto.

"Non escludiamo che tali attacchi terroristici si ripetano, poiché, secondo alcune stime, nello stabilimento rimangono circa 40.000 tonnellate di sostanze altamente tossiche, inclusi acido nitrico, solforico e cloridrico, oltre all'ammoniaca", ha affermato Syromolotov.
Inoltre, il viceministro degli Esteri ha aggiunto che Mosca non esclude nemmeno uno scenario in cui materiale nucleare potrà essere portato in Ucraina da paesi terzi.
Nel frattempo, l'ambasciata russa negli Stati Uniti ha risposto martedì alle affermazioni del portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price secondo cui la Russia potrebbe usare armi chimiche in Ucraina, chiedendo a Washington di non diffondere disinformazione e di intensificare il processo di distruzione delle sue armi chimiche.
"Chiediamo a Washington di smettere di diffondere disinformazione", ha scritto l'ambasciata nel suo canale Telegram. "I colleghi dovrebbero piuttosto intensificare il processo di smilitarizzazione chimica del loro Paese. Gli Stati Uniti restano l'unico Stato parte della Convenzione sulle armi chimiche che non ha rispettato gli impegni internazionali assunti. L'arsenale americano di armi di questo tipo rappresenta una vera e propria minaccia per l'umanità".
L'ambasciata ha sottolineato che le accuse di Price non sono supportate da alcuna prova.

"Ned Price si è distinto ancora una volta per le sue chiacchere inutili, non corroborati da un singolo elemento di prova", si legge nella risposta.

Inoltre, la missione diplomatica ha osservato che l'esercito russo non dispone di agenti di guerra chimica e tutte le scorte di armi chimiche sono state distrutte anni fa.
"Le forze armate della Federazione Russa stanno svolgendo con successo tutti i loro compiti sul territorio ucraino. Allo stesso tempo, non hanno e non possono avere a disposizione agenti di guerra chimica perché il nostro Paese ha eliminato tutte le scorte di armi chimiche nel 2017, " ha detto l'ambasciata.
La Russia ha lanciato un'operazione militare in Ucraina il 24 febbraio per "proteggere le persone che sono state oggetto di violenze e genocidi da parte del regime di Kiev per otto anni".
Secondo le ultime dichiarazioni del ministero della Difesa russo, le forze colpiscono solo le infrastrutture militari e le truppe ucraine e, a partire dal 25 marzo, hanno completato i compiti principali della prima fase, riducendo significativamente il potenziale di combattimento dell'Ucraina. L'obiettivo principale del dipartimento militare russo resta quello di liberare il Donbass.
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