Gli scienziati dimostrano che i macachi sono in grado di percepire il proprio battito cardiaco

© Sputnik . Алексей Даничев / Vai alla galleria fotograficaEsemplare di macaco rhesus
Esemplare di macaco rhesus - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2022
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Arriva la prima conferma riguardo la percezione interocettiva nei primati non umani, che li rende modelli adatti allo studio della depressione, dell'ansia e di altri disturbi mentali.
Le persone ascoltano sempre il proprio cuore. Sentiamo quanto velocemente batte quando ci imbattiamo in un pericolo e, in maniera opposta, siamo noi a spaventarci quando constatiamo che il nostro cuore ha improvvisamente inziato a battere troppo forte.
Gli scienziati del National Primate Research Center in California hanno dimostrato che anche i macachi rhesus sono in grado di percepire il battito cardiaco.
Questa è la prima dimostrazione dell'esistenza dell'interocezione nei primati non umani, scoperta che rende questi animali dei modelli adatti allo studio di molti disturbi mentali.
I risultati dello studio sono stati pubblicati in un articolo sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences.
L'interocezione - ovvero la capacità di percepire i segnali degli organi interni - funge da importante elemento di feedback tra il nostro cervello e il nostro organismo.
Negli ultimi anni è stato dimostrato che le irregolarità in questa percezione possono essere in qualche modo riconducibili allo sviluppo di molti disturbi del sistema nervoso e della psiche.
Le persone con disturbo depressivo, ad esempio, hanno una peggiore consapevolezza della propria frequenza cardiaca.
Tuttavia, lo studio di queste relazioni si è rivelato estremamente difficile.
I centri preposti alla percezione dei segnali interocettivi si trovano infatti in profondità, sotto la spessa corteccia cerebrale, e sono praticamente inaccessibili ai metodi non invasivi.
Ecco perché gli scienziati guardano con interesse agli animali, che potrebbero diventare modelli di studio di tali malattie, per comprendere meglio i meccanismi dell'interocezione e lo sviluppo di disturbi.
Prima è però necessario stabilire quanto gli animali siano esattamente capaci di comprendere tale percezione.
Questi esperimenti sui macachi rhesus (macaca mulatta) sono stati condotti in California da Eliza Bliss-Moreau e dai suoi colleghi.
Gli scienziati hanno monitorato la frequenza cardiaca di quattro scimmie cresciute in cattività, mentre uno schermo mostrava una "palla" rimbalzante, che andava su e giù a ritmi diversi, in corrispondenza del ritmo del battito cardiaco, oppure più veloce o più lento di esso.
Gli animali sono stati addestrati a guardare la palla per un periodo piuttosto lungo, ricevendo in cambio una vera prelibatezza - del succo di frutta.
Precedenti esperimenti di questo tipo con dei bambini avevano dimostrato che i soggetti seguono la palla più a lungo con gli occhi se il suo ritmo non coincide con il ritmo delle contrazioni cardiache.
Utilizzando strumenti di eye-tracking, gli scienziati hanno dimostrato che lo stesso vale per i primati.
Quando il movimento era sincronizzato con il battito cardiaco, i macachi mantenevano la loro attenzione sulla palla per una media di 1,01 secondi.
Se la palla rimbalzava solamente il 10% più velocemente o più lentamente rispetto al ritmo cardiaco, lo sguardo si soffermava su di essa dagli 0,83 agli 0,68 secondi in più.
Secondo gli autori della ricerca, questa è la prima dimostrazione affidabile di interocezione dei primati al di fuori della famiglia degli antropoidi.
Ciò significa che il macaco rhesus può essere utilizzato per studi profondi della percezione "interna" - ad esempio, come interagiscono il cuore e l'insula, la cui attività è strettamente correlata all'interocezione e svolge un ruolo enorme nell'elaborazione delle informazioni sensoriali, nel lavoro delle emozioni e, possibilmente, nell'origine della coscienza.
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