Kenya, il governo nega all'Ucraina il permesso di tenere un discorso presso il parlamento

© Fotolia / Natalia PushchinaKenya's capital Nairobi
Kenya's capital Nairobi - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2022
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Il governo di Nairobi ha rifiutato la richiesta ucraina di tenere un discorso al parlamento keniota, poiché i funzionari temevano di essere trascinati in un conflitto potenzialmente in grado di danneggiare le relazioni bilaterali del Paese con Kiev e con Mosca.
I dettagli circa la vicenda sono emersi lunedì, quando i diplomatici kenioti a Nairobi hanno affermato di aver già fatto abbastanza attraverso il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
L'Ucraina, che si sta difendendo dall'operazione militare speciale russa, aveva presentato la richiesta di rivolgersi al parlamento bicamerale del Kenya a febbraio, proprio quando Mosca aveva lanciato l'operazione militare speciale.
Tuttavia, una fonte ben posizionata ha indicato che la richiesta non è stata onorata e che, nonostante i numerosi appelli e solleciti, il ministero degli affari Esteri ha optato per il silenzio.
Martedì, un alto funzionario del ministero ha comunicato al Paese che non vi era alcun bisogno di autorizzare il discorso, aggiungendo che Kiev dovrebbe utilizzare i canali diplomatici disponibili.

“Perché dovrebbero voler rivolgersi al parlamento keniota? C'è qualche precedente simile?" ha chiesto un funzionario.

Dei funzionari del ministero hanno detto ai cittadini che il Kenya ha svolto il suo ruolo di rappresentante africano nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cercando di non prendere una posizione in merito alla situazione in Ucraina, dal momento che è anche nell'interesse del Kenya "vedere la fine delle ostilità".

“Abbiamo preso decisioni di sani principi da un punto di vista africano. Siamo lì (all'ONU) in virtù di rappresentanti dell'Africa", ha aggiunto il funzionario.

La richiesta ucraina, confermata da più fonti, riflette le pressioni perpetuate da Kiev da quando la Russia ha iniziato la sua operazione speciale, affinché in Kenya si parlasse del conflitto.
Il Kenya detiene uno dei 10 seggi non permanenti presso il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Sia l'Ucraina che la Russia considerano il paese dell'Africa orientale fondamentale nei processi decisionali relativi al conflitto, che vengono fatti al tavolo a forma di ferro di cavallo alla sede ONU di New York.
Sebbene abbia sfruttato il proprio seggio non permanente nel consiglio di sicurezza sia per condannare l'operazione russa, sia per astenersi dalle decisioni dell'assemblea generale e del consiglio, Nairobi deve ancora "esaudire" due desideri di fondamentale importanza per il governo di Kiev: una riunione di alto livello con la partecipazione dei ministri degli Esteri e il discorso al Parlamento keniota.
Lunedì, fonti vicine alla questione hanno fatto sapere che Andrii Pravednyk, l'ambasciatore ucraino in Kenya, ha cercato invano per due mesi di incontrare il segretario di gabinetto per gli affari esteri del Kenya, Raychelle Omamo.

"La prima nota verbale (una nota diplomatica) che domandava un incontro con Omamo è stata inviata il 14 febbraio 2022. Non è stata considerata, purtroppo [...] in seguito, all'inizio delle ostilità, l'ambasciata ucraina ha fatto richiesta per un incontro urgente il 24 febbraio 2022. Invece dell'incontro, il ministro degli Esteri del Kenya ha proposto una conversazione telefonica di 15 minuti... oggi (11 aprile 2022), abbiamo chiesto nuovamente un incontro con Omamo", ha precisato una fonte anonima dell'amasciata ucraina.

Il 25 febbraio, l'inviato ucraino ha cercato di rivolgersi al parlamento del Kenya, appena 24 ore dopo l'inizio dell'operazione speciale di Mosca contro Kiev.
Il Kenya capisce che l'ambasciatore ucraino, così come il presidente Vladimir Zelensky, il quale ha tenuto discorsi in diversi parlamenti dell'Unione Europea e dell'Occidente, congresso degli Stati Uniti incluso, ha cercato di cogliere l'opportunità per raccogliere sostegno politico contro la Federazione Russa.

“Il 10 marzo 2022 abbiamo ricevuto una nota verbale del ministero degli affari Esteri, che ci informava che la nostra richiesta sarebbe stata presa in considerazione. Ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta", ha aggiunto la fonte.

Il Kenya, tuttavia, sostiene di essere stato coerente nel condannare la situazione e nel chiedere una soluzione diplomatica al conflitto, rilevando che gode di forti legami diplomatici con entrambi i paesi.
Lunedì, durante un briefing del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Ucraina, nell'ambito del "mantenimento della pace e della sicurezza dell'Ucraina", il Kenya, ancora una volta, ha condannato la parte russa.

"Non saremmo qui per questa discussione se non fosse per la violazione armata dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina da parte della Federazione Russa. Dobbiamo ancora una volta osservare e condannare il continuo disprezzo del diritto internazionale e della carta ONU, oltre al mondo anarchico e pericoloso che ne è risultato", ha affermato il dottor Martin Kimani, rappresentante permanente del Kenya presso le Nazioni Unite, durante la sessione.

Il Kenya, tuttavia, è stato anche cauto, evitando di discostarsi dalla posizione dell'Unione Africana, la quale condanna l'operazione militare speciale, ma si oppone alle sanzioni economiche imposte contro la Russia.
Venerdì, Nairobi si è astenuta dal voto dell'assemble generale delle Nazioni Unite che proponeva la sospensione della Russia dal consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC).
Il voto alla fine è passato, ma il Kenya, insieme a Sud Africa, Egitto e Nigeria, è stato tra i paesi africani ad essersi astenuti.

"Nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, avevamo chiesto un'indagine tempestiva e indipendente sui gravi crimini a Bucha e altrove in Ucraina", ha spiegato una dichiarazione keniota, facendo riferimento ai territori ucraini dove sono rinvenuti trovati corpi di civili con ferite da arma da fuoco e, in alcuni casi, con gli arti legati.

Il governo di Nairobi ha inoltre sostenuto che il voto "fosse prematuro", e che ciò potrebbe far apparire l'UNHRC "parziale e come uno strumento politico".
Il Kenya è tra i 141 dei 193 paesi ad aver approvato la dichiarazione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite che condannava l'"aggressione" russa contro l'Ucraina del mese scorso.
Nairobi aveva anche pronunciato un potente discorso all'inizio di febbraio al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, quando aveva avvertito che il conflitto potrebbe far rivivere "imperi morti".

"Secondo noi, quest'azione e questo annuncio violano l'integrità territoriale dell'Ucraina", aveva dichiarato il Kenya all'inizio dell'

Nairobi si era rifiutata di sostenere un voto simile tre settimane prima, dicendo che avrebbe dato ancora una possibilità alla diplomazia.
Nairobi lunedì ha negato di aver rifiutato un'udienza con il diplomatico ucraino, dicendo che tutte le sue richieste erano state soddisfatte, tranne il discorso al Parlamento.
Tutta la situazione circa il meeting tra rappresentanti kenioti e ucraini sembra essere imputabile anche al fatto che il Kenya aveva autorizzato incontri simili a funzionari russi.
Il 12 marzo, il segretario principale per gli affari Esteri Macharia Kamau aveva infatti ospitato l'ambasciatore russo in Kenya, Dmitry Maksimychev, poche settimane dopo che Nairobi aveva condannato l'operazione speciale presso le Nazioni Unite.

“Ci siamo rimasti male. Da un lato, stanno condannando la Russia per aver ucciso donne e bambini innocenti. Dall'altro, tengono riunioni e si mettono in posa per le foto con l'oppressore", ha detto la fonte.

Una fonte del ministero si è però affrettata a respingere la preoccupazione degli ucraini, dicendo che non ci sarebbe nulla di sbagliato in una chiamata di cortesia. Il funzionario ha inoltre respinto l'affermazione per la quale l'incontro sarebbe stato incentrato sul conflitto.

“E perché no (l'incontro)? Questa è diplomazia internazionale. Biden è stato visto con Vladimir Putin. Il segretario di stato americano Blinken ha incontrato il ministro degli Esteri russo. Non si tratta di schierarsi, vogliamo che fermino le ostilita”.

Governo a parte, migliaia di kenioti si sono offerti di sostenere l'Ucraina in termini finanziari, spirituali, morali e fornendo altri tipi di supporto.
Delle fonti affermano che, solo una settimana dopo che l'ambasciata ucraina aveva annunciato l'apertura di conti bancari per effettuare donazioni, quasi un milione di scellini kenioti erano stati raccolti.
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