Cile, gli scienziati fanno chiarezza sul "super-terromoto" avvenuto 3.800 anni fa

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Terremoto - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2022
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Un violento terremoto verificatosi nel nord del Cile 3.800 anni fa avrebbe causato un danno tale alle popolazioni costiere da rendere l'area inabitata per i successivi 1.000 anni, riferisce Science Alert
Si pensa che il super-terremoto abbia fatto registrare una magnitudo di circa 9,5.
Le scosse sarebbero state così potenti da causare un enorme tsunami, il quale avrebbe scagliato massi a centinaia di metri nell'entroterra della Nuova Zelanda, nonostante questa si trovasse a migliaia di chilometri dall'epicentro del terremoto.
La catastrofe, avvenuta prima della nostra era, è testimoniata da sedimenti costieri, campioni di rocce marine, di conchiglie e animali marini scagliati dalle onde lontano dalla costa, in aree alte del deserto di Atacama.
Il gruppo di ricerca, guidato dall'antropologo dell'Università del Cile Diego Salazar, ha trascorso diversi anni nella regione desertica per studiare gli effetti del terremoto.
A causa della sua prossimità al punto di convergenza delle placche tettoniche di Nazca e del Sud America, l'Atacama è particolarmente vulnerabile a potenti terremoti.
Gli scienziati hanno utilizzato la datazione al radiocarbonio per determinare l'età dei sedimenti costieri, che si estendono per circa 600 chilometri della costa cilena.

“Si credeva che nel nord del Cile non potesse verificarsi un evento di questa portata semplicemente perché non si poteva ottenere una frattura sufficientemente lunga. Ma ora abbiamo trovato le prove di uno strappo lungo 1.000 chilometri al largo della costa del deserto di Atacama, ed è enorme", ha affermato l'antropologo James Goff dell'Università del New South Wales.

Quando è iniziato il terremoto, uno tsunami ha abbattuto gli edifici in pietra degli abitanti della costa, che erano cacciatori-raccoglitori.
Dopo che per quasi 10.000 anni delle comunità avevano popolato questo tratto di costa, a seguito del disastro l'area è rimasta disabitata per 1.000 anni.

“Ora le isole e le zone costiere sono densamente popolate e rappresentano popolari destinazioni turistiche. La prossima volta che si verificherà un evento del genere le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, se non apprendiamo dai risultati dello studio", ha sottolineato Goff.

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