Roma, vernice rossa sulle mura dell'ambasciata russa

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Roma, vernice rossa sulle mura dell'ambasciata russa - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2022
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Un ucraino, al momento ancora in commissariato per il vaglio delle Autorità giudiziarie, è stato fermato dai Granatieri di Sardegna nella Capitale dopo che ha lanciato un secchio di vernice rossa contro il portone dell'ambasciata di Russia, in segno di protesta contro l'operazione militare speciale della Russia in atto in patria.
Protesta pacifica messa in atto questa mattina alle prime luci dell'alba che ha portato un dimostrante, poi arrestato, a lanciare in segno di sfregio un secchio di vernice rossa contro l'ambasciata russa nella Capitale.
L'ennesimo caso di russofobia ha portato al fermo dell'uomo, un ucraino incensurato, residente a Roma, che è stato bloccato dai granatieri di Sardegna dell'esercito italiano, a presidio fisso nella strada ove è presente la rappresentanza diplomatica della Federazione Russa.
Resta ancora sotto interrogatorio, al vaglio della autorità giudiziaria, l'autore del gesto, il quale ha eseguito il danneggiamento, a suo dire, come forma di protesta per l'operazione militare speciale in corso nel paese d'origine.
Negli ultimi tempi si moltiplicano in giro per il mondo episodi che prendono di mira le rappresentanze diplomatiche della Federazione russa, con gli Stati Uniti che minacciano l'ulteriore espulsione di personale diplomatico, e veri e propri attacchi, come quello avvenuto 5 giorni fa all'ambasciata russa di Bucarest, dove un uomo si è lanciato con la sua auto contro il cancello della stessa, morendo carbonizzato nell'incendio conseguente della macchina.
A febbraio erano stati espulsi numerosi studenti dalle università europee, mentre a marzo un uomo aveva sfondato i cancelli dell'ambasciata russa di Dublino.
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