Di Stefano: entro il prossimo inverno l'Italia sostituirà i due terzi del gas importato dalla Russia

© Foto : FarnesinaManlio Di Stefano
Manlio Di Stefano - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2022
Seguici suTelegram
Per il Vice ministro degli Esteri Di Stefano l'Italia potrà sostituire i due terzi del gas importato dalla Russia, grazie agli accordi siglati con altri paesi.
L'Italia sarà in grado di sostituire i due terzi del gas naturale che ora importa dalla Russia entro la fine del prossimo inverno, ha affermato il viceministro degli Esteri Manlio Di Stefano.

"Abbiamo molta fiducia, conta il ruolo del gruppo Eni. E stiamo ottenendo ottimi risultati in Algeria, Azerbaigian, Egitto e Qatar. Nel prossimo inverno potremo sostituire i due terzi del gas russo che importiamo, ma dobbiamo allontanarci dalla logica dell'emergenza, puntando sulle energie rinnovabili", ha detto in un'intervista al quotidiano La Stampa.
Di Stefano, che presiede la commissione interministeriale per l'energia, ha toccato anche il tema più spesso sollevato del cosiddetto presunto “ricatto del gas”.
"L'interdipendenza dal gas è un'arma sia per noi che per i russi. Esso (il gas) è fondamentale per il nostro approvvigionamento energetico, ma anche per sostenere il sistema economico di Mosca. L'obiettivo è raggiungere un cessate il fuoco", ha affermato.
Nell'ultimo mese e mezzo il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, accompagnato dal capo del gruppo petrolifero e del gas Eni Claudio Descalzi, ha visitato Algeria, Qatar, Congo, Mozambico, Angola e Azerbaigian, dove ha cercato di aumentare le forniture di gas naturale alla volta dell'Appennino italiano. Domenica, ha detto che il primo ministro Mario Draghi avrebbe firmato oggi importanti accordi ad Algeri per quanto riguarda le nuove forniture di gas dal Paese africano.
Di Stefano ha anche sottolineato l'importanza di "riaprire il canale di dialogo con la società russa per mantenerla vicina all'Europa quando la crisi sarà terminata", ricordando allo stesso tempo che "la stessa ha un enorme potenziale militare, e quindi dobbiamo tenere gli occhi aperti".
Parlando del prossimo eventuale ritorno dell'ambasciata italiana nella capitale ucraina, il viceministro ha sottolineato: "Siamo stati l'ultimo Paese a lasciare Kiev e spero che saremo i primi a tornarci".
Al riguardo, ha sottolineato lo stretto coordinamento tra il ministero degli Esteri ed i servizi di intelligence nazionali, che deve garantire "la sicurezza assoluta".
La Russia ha lanciato un'operazione militare speciale in Ucraina il 24 febbraio. Il presidente Vladimir Putin ha definito il suo obiettivo "la protezione delle persone che sono state oggetto di violenza e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni".
Per questo, secondo lui, si prevede di effettuare la "smilitarizzazione e denazificazione dell'Ucraina", per assicurare alla giustizia tutti i criminali di guerra responsabili di "crimini sanguinari contro i civili" nel Donbass.
Secondo il ministero della Difesa russo, le forze armate colpiscono solo le infrastrutture militari e le truppe ucraine e, a partire dal 25 marzo, hanno completato i compiti principali della prima fase: hanno ridotto significativamente il potenziale di combattimento dell'Ucraina. L'obiettivo principale definito dal dipartimento militare russo è la liberazione del Donbass.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала