Casa Bianca, consigliere alla Sicurezza avverte: non esiteremo a espellere altri russi, se "spie"

CC BY-SA 2.0 / Kent Wang / Russian embassyL'ambasciata russa a Washington, USA.
L'ambasciata russa a Washington, USA. - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2022
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Jake Sallivan, consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca, ha annunciato domenica che è sul tavolo degli Stati Uniti l'ipotesi di nuovi espulsioni dal Paese di diplomatici e personale dell'ambasciata russa, se vi saranno prove sufficienti che si stia parlando di spionaggio.
Nelle ultime settimane diversi stati europei hanno espulso un gran numero di impiegati delle missioni diplomatiche russe a seguito della provocazione messa in atto nella città ucraina di Bucha. Giovedì, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero seguire l'esempio con l'espulsione di diplomatici russi.
Ieri il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha dichiarato che gli Stati Uniti "non esiteranno" a espellere altri diplomatici russi dal Paese per presunte operazioni di spionaggio.
In un'intervista con "Meet the Press" alla NBC, Sullivan ha detto che Washington è "sempre alla ricerca di chiunque sia collegato a servizi di spionaggio e intelligence" e "non esiterà a intraprendere ulteriori azioni per dichiarare "persona non grata da espellere, per cacciare ulteriormente quelli definiti dalla parte russa come "diplomatici" se determiniamo che sono spie".
"Abbiamo, infatti, espulso 12 diplomatici russi e molti di questi Paesi che hanno annunciato azioni questa settimana stanno recuperando il ritardo rispetto al precedente annuncio americano di espulsioni", ha aggiunto.
Il consigliere e l'ospite stavano discutendo delle misure intraprese dai molti paesi europei che si sono mossi per espellere dozzine di diplomatici russi, insieme al destino dei circa 400 funzionari russi ancora negli Stati Uniti.
Secondo la Missione americana presso le Nazioni Unite, a febbraio, gli Stati Uniti si sono mossi per espellere i funzionari "operativi" in merito ad un presunto "impegno in attività di spionaggio" che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, osservando che tali espulsioni erano state pianificate per diversi mesi e non erano state necessariamente in risposta all'operazione militare speciale russa in Ucraina.
"Se guardi al modo in cui lo facciamo, ogni anno prendiamo una valutazione di chi riteniamo stia operando sotto copertura di uno dei servizi di spionaggio russi", ha spiegato. "Se decidiamo che qualcuno è qui non come diplomatico ma come spia, lo cacciamo e continueremo a farlo".
In un'intervista separata andata in onda anche sulla CBS domenica, Sullivan ha anche parlato di quando presumibilmente i diplomatici statunitensi dovrebbero tornare a Kiev, dopo che il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha ordinato loro di trasferirsi a Leopoli più di un mese fa per poi rivelare che il personale avrebbe passato le notti in Polonia, una settimana dopo.

"Stiamo lavorando per quando saremo in grado di ripristinare la nostra presenza diplomatica a Kiev (...) Questo è un giudizio che viene elaborato dai nostri professionisti della sicurezza. Lo stanno facendo attivamente (...) Gli Stati Uniti stanno aumentando le risorse, le armi, l'equipaggiamento militare, ma anche le risorse diplomatiche, per supportare gli ucraini".

Sullivan ha inoltre riferito a This Week, della rete ABC, che la spinta a isolare la Russia dall'economia globale finirà con il far perdere alla Russia il suo status di essere tra "una delle principali economie del mondo", a causa della pressione economica su di essa.
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