Roma, al via il processo di appello "Touch&Go": chiesti più di 100 anni di condanna per gli imputati

CC0 / Daniel Bone / Giustizia in tribunale
Giustizia in tribunale - Sputnik Italia, 1920, 10.04.2022
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Dieci gli imputati al maxi processo che vede l'avvio in questi giorni nel capoluogo laziale per un ingente traffico di droga e armi di base a Napoli, le cui ramificazioni di indagine risalgono al periodo tra il 2015 e il 2018. Chiesti in totale 106 anni e 8 mesi. Esclusa l'aggravante del metodo mafioso.
La Corte di Appello di Roma, Terza sezione penale, ha dato il via al maxi processo per i fatti che portano al capoluogo partenopeo, risalenti al periodo 2015-18, e che hanno portato gli inquirenti, guidati dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale, ad una ampia indagine che ha portato l'anno passato a 22 arresti.
È stata esclusa dal giudice per l'udienza preliminare l'aggravante del metodo mafioso, a seguito della condanna a 18 anni e mezzo di reclusione nei confronti di Domenico Scotto, a 16 anni 8 mesi per Raffaele Scotto, e a 18 anni e 2 mesi per Stefano Forte, più numerosi altri partecipanti l'organizzazione criminale.
Le indagini erano partite grazie all'operato dei carabinieri del comando di Formia, tra il 2015 e il 2018.
Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il gruppo era comandato da 2 fratelli provenienti da Secondigliano, Napoli, tali fratelli Scotto, i quali avevano nel tempo espanso la propria area di influenza fino a raggiungere la Capitale romana, dove avevano creato un vero e proprio impero nello spaccio di stupefacenti, con rifornimenti periodici di provenienza Spagna e Napoli.
Ora è cominciato il processo di appello a Roma, processo che vede gli imputati ridotti a 10, con condanne che totalizzano al momento 106 anni e 8 mesi di carcere.
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