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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Missile Tochka-U che ha colpito Kramatorsk parte degli armamenti truppe ucraine, dicono i rapporti

© Foto : DnronlineL'attacco con Tochka U contro Kramatorsk
L'attacco con Tochka U contro Kramatorsk - Sputnik Italia, 1920, 10.04.2022
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Nuove conferme derivanti da attenta analisi sul numero di serie del missile "Tochka U" che ha colpito la stazione di Kramatorsk confermano ancora una volta le ipotesi della parte russa: il missile appartiene ad un lotto di armi usate dalla sola parte ucraina. L'attacco ha causato almeno 50 morti e 87 feriti.
Il numero di serie del missile Tochka-U che ha colpito la città ucraina di Kramatorsk l'8 aprile, città che è sotto il controllo delle truppe ucraine, mostra che il missile tattico proviene da un lotto di armi usate dalle forze ucraine, riferiscono i media.
Secondo il canale televisivo di Donetsk Union, il missile Tochka-U, che ha causato decine di vittime civili a Kramatorsk, "era nel bilancio delle forze armate ucraine - il suo numero di serie è stato decifrato".
L'8 aprile, il ministero della Difesa russo ha affermato che le forze ucraine avevano lanciato un missile Tochka-U contro la stazione ferroviaria di Kramatorsk dall'insediamento di Dobropilya situato a 45 chilometri (28 miglia) a sud-ovest di Kramatorsk.
Secondo i dati riferiti dalla Repubblica popolare di Donetsk (DPR), almeno 50 persone sono state uccise, mentre altre 87 sono rimaste ferite.
Mentre Kiev ha accusato la Russia di aver condotto l'attacco, il ministero della Difesa russo ha confutato tutte le accuse a suo carico, sottolineando che, a giudicare dalle foto dei frammenti del missile condivise dai testimoni, tali missili sono usati solo dalle truppe ucraine.
Secondo il ministero della Difesa russo, lo scopo dell'attacco di Kiev alla stazione ferroviaria era quello di interrompere l'evacuazione di massa e di utilizzare i residenti locali come scudo umano, ha affermato il ministero della Difesa.
Dell'8 aprile la notizia apparsa su Il Tempo delle accuse mosse alla Nato da parte del noto giornalista, inviato in numerosi conflitti, Toni Capuozzo.

"È un'arma di produzione russa, ma non più in uso dal 2019 nell'esercito russo, e ora in dotazione dell'esercito ucraino. La domanda più logica: "perché?" La seconda domanda è: "chi è stato?" ha una risposta, se confidiamo nella lealtà di quella che non è una parte terza (...) La Nato sa, perché monitora tutti i lanci di missili e dunque sa da dove è partito”.

Rilancia il giornalista, immediatamente dopo, sempre citato da Il Tempo:
“La stampa popolare inglese assegna la responsabilità della strage alla stazione alla Russia. Zelensky su Instagram dice che "i russi stanno cinicamente colpendo la popolazione civile. È un male senza freni, se non verrà punito". Il sindaco Oleksander Honcharenko dice che c'erano quattromila persone alla stazione quando è stata colpita da due missili. La Nato tace. C'è un'altra ipotesi: si tratta di un missile ucraino diretto verso posizioni russe, intercettato e caduto disgraziatamente proprio su civili innocenti", conclude il giornalista.
L'ex direttore del TG5 non è nuovo ad analisi di questo tipo sulla crisi in corso in Ucraina.
Per questo ha ricevuto parecchie critiche, e ha rischiato perfino che gli venisse tolto un premio, il il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, vinto nel 2011, per la sua lunga carriera giornalistica, da parte dell'associazione iscolana. La sera stessa, dopo un acceso botta e risposta tra associazione suddetta e giornalista, la richiesta di revoca del premio è stata alla fine "cestinata", con tanto di scuse ufficiali, come riportato da Fanpage:
"La fondazione Premio Ischia rinnova la stima incondizionata nei confronti dell’inviato e premiato Toni Capuozzo da sempre giornalista esemplare per coraggio, preparazione e trasparenza".
La Russia ha lanciato la sua operazione militare speciale in Ucraina il 24 febbraio, dopo che le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR) hanno chiesto aiuto per difendersi dall'aggressione ucraina.
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