Pechino contraria alla politicizzazione sulla questione dei diritti umani - ministero Esteri cinese

© AP PhotoIl portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian - Sputnik Italia, 1920, 08.04.2022
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Il 7 aprile l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che sospende la Russia dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, con il ministero degli Esteri russo Lavrov che ha criticato la mossa come "atto illegale"
"Pechino è contraria alla politicizzazione sulla questione dei diritti umani", così ha affermato il ministero degli Esteri cinese in relazione alla sospensione della Russia dal suo seggio nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Il ​​portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian ha affermato "La Cina si oppone fermamente... all'uso della questione dei diritti umani per fare pressione su altri paesi".
Ieri, a seguito delle richieste degli Stati Uniti e del G7, le Nazioni Unite hanno sospeso la Russia dal consiglio. La risoluzione per sospendere la Russia è stata approvata con 93 voti favorevoli, 24 contrari e 58 astenuti. La preparazione della risoluzione non è stata redatta in modo trasparente e questa mossa servirà solo ad aggravare la divisione nel Consiglio, "aumentando così i contrastii tra le parti e aggiungendo benzina sul fuoco", ha aggiunto Zhao Lijian.
I paesi che hanno votato contro includono paesi come Algeria, Bielorussia, Bolivia, Burundi, RCA, Cina, Repubblica del Congo, Cuba, Corea del Nord, Eritrea, Etiopia, Gabon, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Mali, Nicaragua, Russia, Siria , Tagikistan, Uzbekistan, Vietnam e Zimbabwe. Egitto, Camerun, Ghana, India, Kuwait, Messico, Mongolia, Pakistan, Arabia Saudita, Sud Africa ed Emirati Arabi Uniti sono tra coloro che si sono astenuti. Serbia, Israele e Turchia sono stati tra coloro che hanno sostenuto la sospensione della Russia dal consiglio.
È la prima volta che un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato rimosso con la forza da qualsiasi organismo delle Nazioni Unite. Poiché l'azione ha privato Mosca del diritto di voto e di parlare in consiglio, in risposta, il vice rappresentante permanente russo alle Nazioni Unite Gennady Kuzmin ha affermato che la Russia stava terminando la sua adesione alle Nazioni Unite.
La decisione di espellere la Russia dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è stata criticata dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov come "illegale" e "motivata politicamente". Ha aggiunto che Mosca si rammarica della sua sospensione e che continuerà a difendere i suoi interessi. Gli Stati Uniti avevano chiesto la sospensione all'inizio della settimana, dopo che le forze russe si erano ritirate dalla città ucraina di Bucha e le immagini di dozzine di civili morti erano circolate sulla stampa occidentale. Washington ha accusato le truppe russe di aver giustiziato quei civili. Mosca ha negato tutte le accuse affermando di aver lasciato la città di Bucha giorni prima della scoperta dei civili morti.
La Russia ha iniziato la sua operazione speciale per smilitarizzare e de-nazificare l'Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche popolari indipendenti di Donetsk e Lugansk avevano chiesto aiuto a Mosca. Il ministero della Difesa russo ha affermato che l'operazione prende di mira solo le infrastrutture militari ucraine, mentre le forze ucraine hanno utilizzato i civili come scudi e posizionando i sistemi d'arma nelle aree civili. In risposta all'operazione, Washington e i suoi alleati della NATO hanno cercato di isolare la Russia dalla scena mondiale, politicamente ed economicamente, scatenando una campagna di sanzioni contro di essa.
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