Conte al Tg2: sulla questione delle spese militari il M5s non vuole far cadere governo

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all'esterno della sede operativa della Protezione civile, risponde alle domande dei cronisti.
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, all'esterno della sede operativa della Protezione civile, risponde alle domande dei cronisti. - Sputnik Italia, 1920, 07.04.2022
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Il leader dei pentastellati nella sua intervista parla anche del rapporto con il Pd: “Nei giorni scorsi ci insultavano, oggi ci seguono’.
Nel corso di un'intervista rilasciata al Tg2 Giuseppe Conte si e' espresso su alcune delle questioni politiche che stanno maggiormente tenendo banco in Italia.

Sulla questione delle spese militari ed i rapporti con il Pd, questo e' il suo pensiero: "È inutile nasconderle le cose. Col Pd è sorta una questione politica seria. Il fatto che alcuni esponenti del Pd abbiano cercato di insultare il M5S o di degradare tutto questo al tentativo nostro di far cadere il governo, è una cosa che non consento a nessuno. Non consentirò a nessuno di dire che quando il M5S pone una questione politica, lo fa perché vuole far cadere il governo. È un ricatto che non accetto".

I rapporti col Pd, in ogni caso, secondo Conte "sono un po' migliorati. Nei giorni scorsi ci insultavano, oggi ci seguono. Oggi per la prima volta ho sentito il Pd parlare di scostamento di bilancio. Confidiamo anche di poterli ritrovare al nostro fianco sul salario minimo".
Allargando il discorso al Def, approvato ieri dal Consiglio dei ministri e contenente misure a sostegno dell'economia e dei settori maggiormente colpiti dalla crisi energetica, secondo l'ex premier esso contiene si' buone misure ma, non ancora del tutto adeguate rispetto alla perdita del potere d'acquisto registrato negli ultimi tempi.
Conte evidenzia che "serve liquidità per le imprese" e per questo la via che lui indica e' quella dello "scostamento di bilancio", che pero' osserva non essere previsto nel Def.
Infine tornando sulla missione dei medici russi in Italia all'inizio della pandemia, dichiara che: "Quello offerto dalla Russia all'inizio della pandemia fu un aiuto molto organizzato. Ci mandarono delle unità autosufficienti, che poi sotto il controllo e la sorveglianza della nostra intelligence furono indirizzate a Bergamo e svolsero attività soprattutto di sanificazione, il tutto sempre sotto il nostro controllo. Non vorrei rileggere la storia col senno di poi".
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