Sonno bifasico: è una buona idea dividere il riposo notturno in due "turni"?

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Sleep - Sputnik Italia, 1920, 05.04.2022
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Le linee guida sanitarie comuni promosse dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti affermano che gli adulti necessitano di 7-8 ore di sonno a notte. Si è però scoperto che gli umani non hanno sempre dormito così.
Ci sono teorie per le quali, molto prima che l'umanità introducesse la solida sessione di sonno notturno di otto ore come norma, le persone erano solite dormire in due "turni", secondo un metodo conosciuto anche come "sonno bifasico" o "sonno dorveille".
Sembra che prove riguardanti questa abitudine possano essere trovate nella letteratura e in vecchie cartelle cliniche. Ma questa pratica comporta effettivamente dei benefici per la salute?

"Alcuni sostengono che questa pratica li abbia resi più produttivi e più calmi durante il giorno, in particolare quando questo sonno segmentato viene integrato nel resto del programma della propria vita", ha detto a Metro l'esperto del sonno James Wilson.

Secondo Wilson, la maggior parte delle persone che scelgono di dormire "a turni" preferiscono dividere la notte in sessioni da quattro ore.

"In genere, questo garantisce la maggior parte del sonno profondo e parte del sonno REM, ovvero il sonno che è importante per la salute fisica e mentale, motivo per cui è una buona quantità minima a cui puntare nel segmento iniziale", ha detto Wilson, aggiungendo che il periodo di veglia tra i turni è generalmente di due ore.

Tuttavia, qualora si decidesse di passare al sogno bifasico, si deve essere pronti ad effetti collaterali a breve termine, in quanto questa modalità di sonno può influire sulla salute fisica e mentale.

"Se, per quanto ne sai, sei sempre stato un dormiente monofasico nella tua vita adulta, il passaggio a un programma di sonno bifasico può inizialmente avere effetti negativi, soprattutto se si traduce in privazione del sonno, che potrebbe comportare seri problemi di salute", ha affermato Colin Aston-James, ideatore di SleepHub, un dispositivo per migliorare la qualità del sonno.

Secondo Aston-James, coloro che decidono di passare dal sonno monofasico a quello bifasico potrebbero manifestare un effetto jet-lag, oltre ad avere difficoltà a concentrarsi in determinati momenti della giornata.
Allo stesso tempo, però, potrebbero sentirsi più energici in quelle parti del giorno in cui prima si sentivano assonnati.

"Alcuni hanno trovato strano essere completamente svegli e avere energia di notte, quando la maggior parte delle altre persone vicine a loro dormiva profondamente".

A parte questo, il sonno bifasico può presentare ulteriori difficoltà quando si cerca di adattarlo alla normale giornata lavorativa, con la maggior parte dei colleghi e familiari che continuano a prediligere la routine del sonno monofasico.
Alla luce di ciò, quindi, i cari vecchi pisolini restano forse la migliore opzione per riposarsi velocemente e per aumentare la propria produttività nel bel mezzo del viavai moderno.
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