Pyongyang: useremo missili nucleari se la Corea del Sud organizza un attacco preventivo

© REUTERS / Leah MillisSorella minore del leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea e la vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito del Lavoro Kim Yo-jong
Sorella minore del leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea e la vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito del Lavoro Kim Yo-jong  - Sputnik Italia, 1920, 05.04.2022
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La Corea del Nord possiede armi nucleari dal 2006, che definisce necessarie per garantire la propria sicurezza in assenza di un trattato di pace permanente e del ritiro degli Stati Uniti dalla Corea. Gli Stati Uniti e i loro alleati affermano che le armi nucleari nordcoreane sono destabilizzanti per la regione e un pericolo per il Sud.
Kim Yo Jong, vicedirettore del dipartimento per le Comunicazioni e le Informazioni del Partito dei lavoratori di Corea, ha dichiarato lunedì che se la Corea del Sud prosegue con le minacce di un attacco preventivo contro il Nord, Pyongyang risponderà con armi nucleari.
"Nel caso in cui la Corea del Sud opti per un confronto militare con noi, la nostra forza di combattimento nucleare dovrà inevitabilmente svolgere il proprio dovere", ha affermato Kim Yo Jong all'Agenzia Centrale di Stampa Coreana (KCNA).
Tuttavia, la funzionaria ha osservato che "la Corea del Sud non è il nostro principale nemico" e che la Repubblica Popolare Democratica di Corea è "sicuramente contraria a tale guerra".
"Ecco perché il nostro maresciallo ha precisato che il nostro principale nemico è solo la guerra stessa", ha detto, riferendosi a suo fratello maggiore, il leader della RPDC Kim Jong Un.
"Tuttavia, l'esercito sudcoreano, etichettandoci come nemici, ha parlato della possibilità di organizzare un attacco preventivo contro noi come un pretesto in determinate circostanze. Tali sciocchezze sono di per sé un'espressione molto pericolosa e sgradevole. Se qualcuno non ci provoca, non lo colpiremo mai prima", ha aggiunto Kim Yo Jong.
Le dichiarazioni di Kim Yo Jong arrivano diversi giorni dopo che il ministro della Difesa sudcoreano Suh Wook ha rilasciato rari commenti pubblici sulla dottrina dell'attacco preventivo di Seoul contro la Corea del Nord.

"Attualmente, il nostro esercito possiede un gran numero e vari tipi di missili che sono notevolmente migliorati in termini di portata, precisione e potenza, e ha la capacità di colpire in maniera precisa e rapida qualsiasi obiettivo in Corea del Nord", aveva detto Suh durante una cerimonia del 1° aprile in occasione di rafforzamento del comando strategico missilistico dell'esercito a Wonju, secondo quanto riferito dall'agenzia Yonhap.

Kim ha definito "immondizia" il ministro della Difesa sudcoreano per le sue parole sulla possibilità di un attacco preventivo contro la RPDC e ha avvertito delle tragiche conseguenze di tali parole per Seoul.
Intanto, Suh ha rilasciato le dichiarazioni su un possibile attacco preventivo dopo che la RPDC ha effettuato due test di missili balistici intercontinentali a fine marzo, uno dei quali è fallito poco dopo il lancio. Tuttavia, il missile Hwasong-15 probabilmente ha il potenziale per raggiungere gli Stati Uniti occidentali. I test sono stati i primi di un'arma a lungo raggio da quando Pyongyang ha imposto una moratoria unilaterale nel 2017 con lo scopo di disinnescare le tensioni e hanno violato quindi le risoluzioni delle Nazioni Unite.

La guerra di Corea

Dal 1950 esiste uno stato di guerra tra la Corea del Nord, da una parte, e la Corea del Sud e gli Stati Uniti, dall'altra. Quando l'Impero giapponese si arrese agli Alleati nel 1945, ponendo fine alla seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica aveva liberato solo metà della Corea, che era una colonia giapponese. Di conseguenza, nel nord prevalse un governo socialista e nel sud si formò un governo capitalista, che passò al controllo americano. La divisione scoppiò in una guerra civile nel 1949, che il Nord minacciava di vincere, ma un intervento militare, guidato dagli Stati Uniti nel 1950, spinse l'esercito popolare coreano comunista quasi al confine cinese.
Una forza di volontari cinesi, sotto il comando della Corea del Nord, contribuì a invertire le sorti della guerra e, quando venne firmato un cessate il fuoco nel 1953, le linee del fronte erano state spinte quasi dove si trovavano all'inizio della guerra. Tuttavia, la guerra brutale, che incluse massacri da entrambe le parti e bombardamenti strategici statunitensi che rasero al suolo intere città nordcoreane, causarono la morte di oltre 2 milioni di coreani. Non è mai stato firmato un trattato di pace permanente e la Corea resta divisa da una zona smilitarizzata pesantemente difesa.
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