Lavrov sui negoziati con l'Ucraina: "non giocheremo al gatto e topo"

© SputnikIl Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi
Il Presidente Mario Draghi ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, a Palazzo Chigi - Sputnik Italia, 1920, 05.04.2022
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La provocazione a Bucha è avvenuta quando Kiev ha messo per la prima volta per iscritto delle disposizioni pacifiche, anche sulla Crimea, ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov.

"Per la prima volta, la parte ucraina ha messo su carta la propria disponibilità a dichiarare lo stato di paese neutrale, non allineato e non nucleare, e per la prima volta ha dichiarato la propria disponibilità a negare lo schieramento di armi di stati stranieri sul proprio territorio, oltre che di condurre esercitazioni con personale militare straniero, salvo il consenso di tutti i paesi garanti di questo trattato e del futuro trattato, speriamo, Federazione Russa compresa", ha dichiarato Lavrov.

Il capo degli Esteri russo ha inoltre tenuto a sottolineare che è stata la stessa parte ucraina a scrivere in questa bozza di trattato che le garanzie della propria sicurezza non si estenderanno alla Crimea e al Donbass, fatto che ha spinto Mosca a vedere progressi significativi nella consapevolezza di Kiev circa lo status di questi territori.
Tuttavia, Lavrov ha espresso anche alcune perplessità in merito alle prospettive dei negoziati.

"Ci preoccupa il fatto che la parte ucraina abbia richiesto che, se un accordo (di pace - ndr) venisse ultimato, tutte le ostilità vengano interrotte in pochi giorni, e che le forze russe abbandonino l'Ucraina. Dopo questo, ci sarà da fare un referendum, ci dovrà essere una ratifica in parlamento. E c'è un'altra probabilità che, quando questa ratifica e il referendum avranno un esito negativo, il processo negoziale dovrà ricominciare".

Lavrov ha poi rimarcato che Mosca non farà "il gioco del gatto con il topo".

"Non vogliamo giocare al gatto e al topo".

In precedenza, le autorità e i media dell'Ucraina avevano diffuso un video presumibilmente girato nella città di Bucha, nella regione di Kiev, dove dei corpi esanimi giacevano lungo la strada.
Molti utenti Internet hanno messo in dubbio la credibilità delle accuse di Kiev contro Mosca, osservando come non ci fosse sangue vicino ai corpi a terra, e che alcuni delle vittime avevano bracciali bianchi sulle maniche, e avrebbero potuto essere stati uccisi dalle forze di sicurezza ucraine o dalla difesa territoriale.
Inoltre, diversi utenti hanno notato che i "morti" muovevano le mani e, guardando nello specchietto retrovisore dell'auto dell'operatore, sembrava che uno dei morti cambiasse posizione dopo il passaggio del veicolo.
Il ministero della Difesa della Federazione Russa ha affermato che tutte le fotografie e i materiali video pubblicati dal regime di Kiev, che dovrebbero comprovare una qualche serie di "crimini" da parte del personale militare russo nella città di Bucha, rappresentano "l'ennesima provocazione".
Come sottolineato dal dipartimento militare, durante il periodo in cui l'insediamento si trovava sotto il controllo delle forze armate russe, nessun residente è stato vittima di violenze.
Il ministero della Difesa russo sottolinea che tutte le unità russe hanno abbandonato completamente Bucha il 30 marzo, e che le uscite dalla città nella direzione nord non sono state bloccate, mentre la periferia meridionale, aree residenziali incluse, è stata bombardata dalle truppe ucraine 24 ore su 24, mediante colpi d'artiglieria di grosso calibro, carri armati e sistemi missilistici a lancio multiplo.
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