Politica, Carlo Calenda risponde a tono al diniego di Conte su una plausibile alleanza tra i due

© AFP 2022 / Alberto PizzoliCarlo Calenda
Carlo Calenda  - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2022
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Dura polemica e aspro botta e risposta tra il leader di Azione Carlo Calenda e l'ex premier Giuseppe Conte, su una presunta alleanza tra i due capi di partito.
Al diniego da parte di Giuseppe Conte sul fatto di volerlo come alleato, risponde a tono il leader di Azione Carlo Calenda, come citato da Adnkronos:
"Dice che non mi vuole come alleato? Bene, allora posso dire, ed è una delle prime volte nella storia che siamo d'accordo con un esponente del Movimento 5 Stelle".
Il leader, da poco riconfermato come da nuovo referendum alla carica dei pentastellati, Giuseppe Conte, in occasione di una intervista recente a Repubblica aveva negato il fatto che qualcuno del suo schieramento avesse mai invitato Calenda ad una "alleanza".
Calenda non è nuovo alle polemiche con i grillini, come da recente febbraio scorso, quando un suo consigliere aveva votato a favore della nomina dell'ex sindaco pentastellato Raggi alla guida della commissione speciale per Expo 2030, venendo meno, di fatto, all’impostazione di base della politica di alleanze di Azione stessa.
Di oggi la notizia del botta e risposta tra Conte e l'ex-ministro dello Sviluppo economico su una presunta alleanza tra i due, cui Calenda ha replicato con un commento dai toni aspri, riferito ancora da Adnkronos:
"Fossi in Conte mi concentrerei di più su altre cose, ad esempio sulla figuraccia fatta per la vicenda delle armi in Ucraina (...) Gli ricorderei che è stato presidente del Consiglio, di non comportarsi come un Di Battista qualunque”.
Sempre a febbraio Calenda aveva ricevuto l'invito e l'elogio da parte di Enrico Letta, salito sul palco del congresso di Azione, come riportato da Repubblica:
"State trasmettendo una buona energia, c'è bisogno di buona politica" (...) Insieme vinceremo le politiche e faremo un governo riformista", cui lo stesso Calenda aveva risposto: "Mai con M5S e FdI".
Da cui era seguita la controbattuta di Conte: "L'arroganza e i veti li lasciamo agli altri (...) Riempirsi la bocca di riformismo è facile, i fatti sono un'altra cosa e in questi anni noi li abbiamo portati a casa, dal superbonus al reddito di cittadinanza", citato ancora da Repubblica.
Tra i due leader di partito prosegue il lungo botta e risposta e sembrano non manchino le "incomprensioni".
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