La Merkel definisce corretta la decisione di non aver accettato l'Ucraina nella NATO nel 2008

© REUTERS / POOLAngela Merkel
Angela Merkel - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2022
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L'ex cancelliera tedesca Angela Merkel ritiene che la decisione di non includere nella NATO l'Ucraina presa a suo tempo nel 2008, sia da considerare una "decisione saggia".
Secondo quanto riferisce l''agenzia di stampa tedesca (DPA), citando un rappresentante dell'ex cancelliera tedesca, Angela Merkel ritiene che la decisione presa nel 2008 di non acconsentire all'idea di un ingresso dell'Ucraina nella NATO, sia stata una decisione valida.
Vladimir Zelensky aveva precedentemente invitato la Merkel e l'ex-presidente francese Nicolas Sarkozy ad andare nella città di Bucha, nella regione di Kiev, dopo che era apparso il video che il ministero della Difesa russo ha descritto come una "provocatoria messa in scena".
Secondo l'addetto stampa dell'ex cancelliere, la Merkel "si attiene alle sue decisioni relative al vertice Nato del 2008 a Bucarest".
Allora la NATO, in accordo con la posizione di Germania e Francia, non aveva fornito all'Ucraina piano d'azione alcuno per prepararsi all'adesione all'alleanza.
Allo stesso tempo, il portavoce della Merkel ha osservato che l'ex cancelliere sostiene "tutti gli sforzi del governo federale e della comunità internazionale degli stati per assistere l'Ucraina".
In precedenza, le autorità ucraine e i media hanno distribuito un video presumibilmente girato nella città di Bucha, nella regione di Kiev, dove i corpi dei morti giacciono sulla strada. Molti utenti hanno messo in dubbio la credibilità delle accuse di Kiev contro Mosca, osservando che non c'era sangue vicino ai corpi a terra e alcuni dei morti avevano bracciali bianchi sulle maniche e avrebbero potuto essere uccisi dalle forze di sicurezza ucraine o dalla difesa territoriale.
Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha affermato che tutte le fotografie e i materiali video pubblicati dal regime di Kiev, che presumibilmente testimoniano una sorta di "crimini" da parte del personale militare russo nella città di Bucha, nella regione di Kiev, sono "l'ennesima provocazione".
Come notato nel dipartimento militare, durante il periodo in cui questo insediamento era sotto il controllo delle forze armate russe, nessun residente locale ha subito azioni violente. Il ministero ha osservato che tutte le unità russe hanno lasciato completamente Bucha il 30 marzo e le uscite dalla città nella direzione nord non sono state bloccate, mentre la periferia meridionale, comprese le aree residenziali, è stata bombardata dalle truppe ucraine 24 ore su 24 da artiglieria di grosso calibro, carri armati e sistemi a razzo a lancio multiplo.
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La mattina del 24 febbraio il presidente Vladimir Putin ha ordinato un'operazione speciale in Ucraina, descrivendola come un passo necessario per intervenire nelle Repubbliche Popolari del Donbass, che stavano affrontando un "genocidio" e le atrocità commesse dal governo nazionalista a Kiev.
Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che le forze russe non stanno prendendo di mira le città o le infrastrutture sociali dei guarnigioni militari ucraini, al fine di evitare vittime tra i militari e le loro famiglie che risiedono lì, e ha ordinato di trattare il personale militare delle forze armate ucraine "con rispetto".
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