Federalberghi Roma: un'altra estate senza i turisti russi costerà 150 milioni di euro di danni

© Sputnik . Leonardo ToloneseRoma, Colosseo
Roma, Colosseo - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2022
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L’estate italiana sarà orfana di milioni di turisti stranieri e a mancare saranno soprattutto quelli che spendono di più, i russi in primis.
Nel 2019 sono stati circa 1,7 milioni i viaggiatori russi in Italia per turismo, con 5,8 milioni di presenze che hanno garantito grossi ingressi economici, non solo nel settore alberghiero, ma anche in quello agroalimentare e dell’alta moda.
Roma è la seconda meta preferita per gli ospiti russi dopo Milano. Come sta vivendo questa crisi la Capitale? Sputnik Italia ha raggiunto Antonella De Gregorio, Vicepresidente di Federalberghi Roma.
— Sig.ra De Gregorio, la crisi attuale rischia davvero di rivelarsi letale per il turismo Made in Roma dopo due anni di Covid. Stanno già arrivando le prime disdette per la Pasqua?
— Le prime disdette per la Pasqua non arrivano perché sono tutte last second, si può fare una cancellazione solo fino a 24 ore prima. Purtroppo turismo è in crisi e il conflitto in corso ha aggravato ancora di più la situazione. I grandi flussi, come ospiti americani, si muovono da maggio in poi. Ci auguriamo che i russi e le popolazioni che hanno fatto il vaccino Sputnik, come il mercato orientale e quello sud americano, possano rivenire a breve.
— Non è un segreto che il turismo russo è considerato particolarmente "alto spendente". Potrebbe stimare il danno economico che produrrà l'assenza degli ospiti russi quest’estate sull'industria dell'ospitalità della Capitale?
— La nostra Confcommercio ha stimato i danni su tutto il comparto in 150 milioni di euro. Oltretutto, il turista russo, rimane nelle nostre strutture almeno quattro giorni che lo oppone in una condizione privilegiata per gli albergatori. Siamo stati sempre lieti di accogliere questo mercato. Vorrei sottolineare che i russi amano moltissimo il nostro Made in Italy, perciò spendevano anche tanto nei negozi che circondano gli alberghi.
— A soffrirne di più saranno i grandi alberghi del centro storico? Prevede le nuove chiusure e ondate di licenziamenti?
— Ne soffriranno tutti gli alberghi perché se mancano gli interi mercati, siamo sempre un po’ collegati. Chiaramente, il mercato del lusso di 5 stelle è quello che probabilmente avrà delle perdite maggiori. Ci auguriamo che termini questo conflitto e che la diplomazia trovi una strada per fermarlo. Così possiamo avere i voli diretti dalla Russia e accogliere, come abbiamo sempre fatto, con estremo piacere i cittadini russi che amano tanto non solo il nostro Made in Italy ma anche il nostro cibo, il nostro vino e apprezzano tantissimo la nostra arte e musica. I russi sono dei musicofili appassionati. Ricordo degli ospiti che sapevano dei bravi interi d’opera in lingua italiana…
— Quando, secondo le Sue stime, si potrà superare la crisi e tornare ai livelli pre-Covid?
— Le previsioni sono che per il 2023 ripartiremmo con i dati sicuramente migliori di quelli del 2019 perché abbiamo la Ryder Cup in programma per tutto l’anno, nel 2025 è il Giubileo. E nel 2030 ci auguriamo che Roma sarà la sede dell’EXPO. A Roma c’è interesse da parte dei grandi gruppi alberghieri del lusso e sono programmate diverse aperture da settembre in poi. È una testimonianza che ci crediamo tutti nella ripresa del turismo. Anche se adesso ci sono degli alberghi che stanno soffrendo, perché tenere aperta una struttura grande non è economico, ma sono certa che riapriranno quando saranno pronti ad accogliere gli ospiti provenienti da tutto il mondo.
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