Israele, un intero carcere verrà spostato per salvare un mosaico dedicato a Gesù

Scavi archeologici - Sputnik Italia, 1920, 03.04.2022
Seguici suTelegram
La scoperta di un mosaico tra le rovine della storica località di Megiddo, nel nord di Israele, ha portato le autorità locali a prendere una decisione straordinaria per garantirne la protezione e lo studio: spostare una intera struttura carceraria.
Questo straordinario mosaico rinvenuto nella località di Megiddo e originariamente installato sul pavimento di una casa di preghiera paleocristiana nel 3° secolo d.C., è il primo mosaico conosciuto dedicato a Gesù.
La verità sulla sua origine e significato è stata rivelata grazie a un'iscrizione greca che dice "a Dio Gesù Cristo".
Sebbene questo ritrovamento storico sia stato effettuato tra il 2004 e il 2008 negli scavi all'interno delle mura della prigione di Megiddo, ciò ha limitato la capacità degli archeologi di visitare il sito.
Per questo motivo l'Autorità israeliana per le Antichità ha annunciato il 28 marzo l'autorizzazione a chiudere l'attuale carcere e a spostarlo in un luogo totalmente diverso poiché tentare di spostare il mosaico potrebbe danneggiarlo o addirittura distruggerlo.
Funzionari del Consiglio regionale di Megiddo e del Servizio penitenziario israeliano sperano che il trasferimento della prigione possa essere completato nei prossimi mesi, dopodiché archeologi e turisti potranno visitare e indagare il sito archeologico.

Cosa nasconde l'enigmatico mosaico

Il nome di Megiddo è noto tra i cristiani.
Nel Libro dell'Apocalisse del Nuovo Testamento, la collina premonitrice conosciuta come Monte Megiddo è stata identificata come il futuro sito di Armaghedon, dove stando alle tradizioni alla fine dei tempi si svolgerà un'epica battaglia tra il bene e il male.
Oggi, Megiddo è in gran parte disabitata, con solo un piccolo kibbutz e la già menzionata prigione.
Quando sono stati inviati lì nel 2004, gli archeologi non erano sicuri di trovare qualcosa di valore storico nella località remota, ma erano fiduciosi perché sapevano che Megiddo (chiamato Tel Megiddo nei tempi antichi) era stato uno dei primi insediamenti occupati in Medio Oriente, risalente all'anno 5.000 a.C.
Così gli scavi sono durati fino al 2008, anno in cui sono stati scoperti ruderi, manufatti e l'enigmatico mosaico.
Il mosaico presenta più pannelli o sezioni decorate con complesse disposizioni di forme geometriche astratte, e include tre diverse iscrizioni scritte in latino. Le iscrizioni si trovano ai lati del mosaico posto a terra.
L'iscrizione in alto è dedicata a un ufficiale dell'esercito di nome Gaianos, che avrebbe contribuito in qualche modo alla costruzione del pavimento, mentre le iscrizioni su un lato sono dedicate alla memoria di quattro donne, i cui nomi sono Frimilia, Kiriaka, Dorotea e Karasta, ma maggiori dettagli sono sconosciuti.
Mentre l'iscrizione sull'altro lato include la dedica a Gesù Cristo, e anche il riconoscimento di un individuo di nome Akaptos, descritto come un "fedele di Dio che contribuì con l'altare a Gesù Cristo, come memoriale".
Un altro ritrovamento nel sito sono stati i resti di un villaggio ebraico di epoca romana, in cui residenti ebrei e samaritani avrebbero vissuto insieme. Gli archeologi hanno anche portato alla luce i resti di un accampamento militare della legione romana, insieme alle rovine di un insediamento risalente al periodo romano-bizantino.
"C'era una prima comunità cristiana qui molto prima che il cristianesimo diventasse la religione ufficiale. Attraverso gli scavi abbiamo appreso di tutte le connessioni tra samaritani, ebrei, pagani, cristiani, soldati e civili. Avere quartieri di così tante religioni ed etnie diverse in tali aree geografiche rende questo sito molto speciale", ha detto l'archeologo Yotam Tepper al Jerusalem Post.
Ha aggiunto che le relazioni tra i diversi gruppi sarebbero state cordiali e improntate alla tolleranza per la diversità. "Vediamo le loro case una accanto all'altra, il che indica un buon rapporto", ha detto.
L'enigmatico mosaico si è conservato per centinaia di anni perché prima che i romani abbandonassero il sito di Megiddo, lo hanno ricoperto con uno strato protettivo di tessere e intonaco. Quell'area non è più stata abitata in seguito, il che ha garantito che il mosaico rimanesse in buone condizioni a tempo indeterminato.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала