Emilia-Romagna, risarcimento milionario alla famiglia di una donna morta 9 anni fa di parto

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Un'ambulanza italiana - Sputnik Italia, 1920, 03.04.2022
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Si chiude una vicenda giudiziaria lunga 9 anni, che condanna ad un risarcimento milionario l'Ausl Romagna.
Ben 9 anni dopo i fatti arriva ora la sentenza che mette la parola "fine" ad una triste vicenda di malasanità.
L'Ausl della Romagna è stata così condannata ad un risarcimento record, per la somma di un milione e 300mila euro.
Ci sono voluti 9 anni, tra dibattimenti e perizie di parte per chiudere la vicenda.

"Un accordo che di fatto sancisce il riconoscimento delle responsabilità legate al decesso della signora Cecchetti. Mettiamo così la parola fine a una vicenda giudiziaria tormentata, con la famiglia che si è battuta fino in fondo, nonostante le tante difficoltà incontrate, perché fosse riconosciuta la verità", riferiscono gli avvocati dei familiari, citati dal Resto del Carlino.

I fatti

La donna a febbraio 2013 si reca in ospedale per un controllo di routine in vista del parto gemellare programmato a partire dalla data del 4 marzo.
La stessa, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il 12 dello stesso mese accusa un malore mentre si trova in casa.
Il marito decide così di portarla all'ospedale, ma la donna nel tragitto peggiora, rendendo così necessario il ricorso alle cure del 118.
In ospedale i due gemelli di cui era in attesa la donna, nascono sani ma non ce la fa la stessa, per complicanze del parto su cui da subito i familiari della vittima hanno chiesto di effettuare accertamenti, in primis su quella visita medica ad una settimana circa dal parto, e dalla morte conseguente.
Nel frattempo viene archiviata la posizione della ginecologa della donna.
Sebbene da primo incidente probatorio vengano escluse negligenze da parte del medico responsabile della visita, su richiesta dei legali dei familiari della vittima il pubblico ministero decide per il rinvio a giudizio dello stesso con l'accusa di omicidio colposo.
Il reato verrà poi cancellato andando in questi anni in prescrizione, ma i parenti della donna non si danno per vinti, fino a chiedere di procedere con un accertamento tecnico sulla vicenda che porterà al maxi-risarcimento. La perizia ha dato ragione ai legali dei familiari della donna.
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