Premier armeno accusa Azerbaigian volere pretesto per imponente attacco in Nagorno-Karabakh

© Sputnik / Accedi all'archivio mediaIl primo ministro Nikol Pashinyan
Il primo ministro Nikol Pashinyan - Sputnik Italia, 1920, 01.04.2022
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L'Azerbaigian è stata accusata dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan di aver tentato di creare un pretesto per condurre "un attacco su larga scala all'Armenia e al Nagorno-Karabakh".
Sin dal crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, la maggior parte della regione contesa è stata de facto sotto l'amministrazione armena. Armenia e Azerbaigian hanno condotto una breve ma devastante guerra per questa terra nell'autunno del 2020. Si è conclusa con Baku che ha guadagnato terreno e la Russia che ha mediato un accordo di pace che ha visto Mosca inviare forze di pace nella regione.
Intervenendo a una riunione del governo giovedì, il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha osservato che le affermazioni di Baku secondo cui l'Armenia non aveva reagito alla sua proposta di accordo di pace in cinque punti, espressa il 10 marzo tramite il Gruppo di Minsk dell'OSCE, fondato nel 1992, non erano vere. Il governo armeno, secondo Pashinyan, avrebbe risposto il 14 marzo.
L'Azerbaigian sta "cercando di legittimare un attacco su larga scala all'Armenia e al Nagorno-Karabakh", secondo Pashinyan, il quale ha aggiunto che Baku "scarica prima le tesi su una piattaforma diplomatica o pubblica" e "attribuisce alcune promesse all'Armenia", affermando successivamente che Yerevan non rispetta gli accordi.
Il primo ministro ha proseguito dicendo che Yerevan attende l'approvazione da parte dell'Azerbaigian delle proposte sull'introduzione di meccanismi di monitoraggio internazionale al confine.
Pashinyan ha inoltre ricordato che l'Armenia aveva precedentemente proposto di ritirare le truppe dal confine armeno-azero del periodo sovietico, trasferire la protezione delle frontiere a un numero limitato di guardie di frontiera e sottoporre il tutto a un monitoraggio internazionale. Secondo Pashinyan, l'offerta è stata ritenuta "inaccettabile" da Baku.
Tuttavia, l'Armenia è stata, e presumibilmente rimane, il più flessibile possibile e ha offerto diverse opzioni per risolvere il problema. Pashinyan ha sottolineato che Yerevan "accetterebbe una qualsiasi di quelle opzioni che vanno bene anche alll'Azerbaigian".
"Abbiamo anche affermato pubblicamente che non c'è nulla nelle proposte dell'Azerbaigian che sia per noi inaccettabile", ha detto Pashinyan in merito alla risposta ufficiale.
Allo stesso tempo, ha affermato che l'Armenia, nelle sue risposte pubbliche e diplomatiche, ha indicato che esiste un problema del Nagorno-Karabakh e che la questione dei diritti degli armeni del Nagorno-Karabakh dovrebbe essere risolta nel contesto di un ampio accordo con l’Azerbaigian.
Pashinyan ha anche affermato che il ritiro dell'esercito di difesa dalla non riconosciuta Repubblica del Nagorno-Karabakh, su cui insiste l'Azerbaigian, significherebbe un esodo di tutti gli armeni da lì.
Secondo il premier, la dichiarazione tripartita dei leader di Armenia, Russia e Azerbaigian datata 9 novembre 2020 indica chiaramente da dove dovrebbero andarsene e dove dovrebbero invece rimanere le unità armene.
Tuttavia, nonostante le crescenti difficoltà nelle relazioni bilaterali, il primo ministro ha espresso ottimismo sul fatto che il suo incontro programmato con il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel il 6 aprile a Bruxelles produrrà risultati.
"Esprimo ancora una volta la disponibilità dell'Armenia a firmare un accordo di pace con l'Azerbaigian. L'Armenia è pronta per l'avvio immediato dei negoziati di pace", ha affermato Pashinyan.
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