Nuove regole su pagamento gas russo in rubli entrano in vigore oggi

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Rubli - Sputnik Italia, 1920, 01.04.2022
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Il decreto firmato dal presidente russo Vladimir Putin in conformità con il quale tutti i contratti per le consegne di gas alle società con sede negli stati inseriti nell'elenco dei "paesi ostili" siano regolati in rubli entra in vigore il primo aprile.
Nella giornata di ieri Vladimir Putin ha firmato il decreto, che prevede che tutti i contratti per le consegne di gas stipulati con società registrate nei paesi che hanno imposto sanzioni alla Russia siano regolati in rubli. La misura riguarda le esportazioni di gas da parte di Gazprom e non significa che clienti potrebbero rimanere senza gas domani. Una fonte ha affermato a Sputnik che la società russa deve ricevere i primi pagamenti per alcuni contratti in rubli nella seconda metà di aprile e per altri - nel maggio.
Il presidente russo Vladimir Putin aveva incaricato Gazprom, la Banca Centrale e il governo di determinare entro la fine di marzo la procedura per le transazioni in rubli con i paesi che hanno imposto le sanzioni alla Russia a seguito dell'avvio dell'operazione militare speciale in Ucraina.
La mossa ha già suscitato critiche e confusione in Occidente, vari paesi hanno negato la richiesta e hanno affermato che ciò significherebbe una violazione dei contratti esistenti. I paesi del G7 hanno rifiutato la richiesta di Mosca, aveva affermato il ministro dell'Economia tedesco Peter Altmaier all'inizio di questa settimana.
Gli esperti dell'Institute for Energy and Finance (FIEF) hanno spiegato, che il decreto consentirebbe un transito ininterrotto senza violazione delle sanzioni o dei contratti esistenti, poiché richiede ai clienti di Gazprom di passare a effettuare pagamenti tramite Gazprombank, vendendo i loro euro e ricevendo i rubli alla borsa di Mosca per depositare il denaro su conti in rubli.
I prezzi del gas in Europa sono cresciuti negli ultimi giorni di marzo alla luce dei crescenti rischi geopolitici. Dopo aver respinto l'iniziativa di Mosca, l'Europa, che riceve circa il 40% del suo gas dalla Russia, al momento sta discutendo dei modi per trovare altri fornitori di gas e rinunciare al gas russo.
Bruxelles sta anche lavorando con Washington per garantire che il gas naturale liquefatto degli Stati Uniti esportato in Europa sia alla più bassa intensità di carbonio possibile, siccome la questione diventa ancora più importante.
Nel frattempo, Spagna e Portogallo hanno già esortato la Commissione Europea ad imporre un tetto ai prezzi del gas nei due paesi a 30 euro al megawattora (MWh) nel tentativo di ridurre le bollette di luce.
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