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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Il Cremlino dice no alle discussioni sullo status della Crimea con Kiev

© Sputnik . Alexey Malgavko / Vai alla galleria fotograficaCrimea, Russia
Crimea, Russia - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2022
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In un referendum tenutosi all'indomani del colpo di stato a Kiev, nella primavera del 2014, gli abitanti della penisola hanno votato a stragrande maggioranza a favore della riunificazione con la Russia, poco più sessant'anni dopo che la regione era stata trasferita alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina nel 1954 da Nikita Khrushyov.
La Crimea è russa e il suo status non è oggetto dei negoziati con l'Ucraina, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitriy Peskov.
"La Crimea fa parte della Federazione Russa e, secondo la Costituzione, non possiamo discutere con nessuno il destino dei territori russi, il destino delle regioni russe. Questo è fuori questione, è scritto nella nostra Costituzione. Non lo discuteremo, nè parleremo di varie sfumature sull'argomento nei negoziati", ha detto Peskov ai giornalisti.
Il portavoce ha rifiutato di commentare la questione dei paesi che potrebbero ricoprire il ruolo di garanti della sicurezza dell'Ucraina, consigliando ai giornalisti di contattare invece il suo "collega", il consigliere del Cremlino e il negoziatore capo russo Vladimir Medinsky. Lo stesso Medinsky dovrebbe fornire ulteriori informazioni nel corso della giornata, secondo Peskov.
I commenti di Peskov seguono le osservazioni di Medinsky durante la conferenza stampa a Istanbul, in Turchia, martedì, a seguito dei negoziati con la delegazione ucraina, durante i quali ha detto ai giornalisti che le parti avevano affrontato la questione della rinuncia di Kiev all'idea di "ripresa" della Crimea e del Donbass con mezzi militari.
Si dice che l'Ucraina abbia proposto di tenere 15 anni di colloqui bilaterali sulla Crimea e sulla città portuale di Sebastopoli e abbia sollevato l'idea dello status neutrale permanente, al di fuori di alleanze militari, ma con la sicurezza assicurata da garanti internazionali. Peskov ha affermato che la mossa della parte ucraina di formulare proposte concrete e metterle per iscritto è stata una "cosa positiva" e che fino ai colloqui di Istanbul non era avvenuto.
"Questo è un fattore positivo. Per il resto, non possiamo dire altro, su qualsiasi tipo di svolta, c'è ancora molto, molto lavoro da fare nel lungo periodo", ha detto.
Il viceministro della Difesa russo, Alexander Fomin, presente insieme a Medinsky ai colloqui di Istanbul, ha affermato che la Russia ridurrà drasticamente le sue operazioni militari nelle regioni di Kiev e Chernigov, nel tentativo di "aumentare la fiducia reciproca" e creare le premesse per ulteriori negoziati.
Paramilitari del battaglione ucraino Azov nel Donbass - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2022
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Comandante battaglione Azov a quotidiano USA: “La maggioranza degli ucraini oggi è nazionalista"

Operazione militare russa in Ucraina

La mattina del 24 febbraio il presidente Vladimir Putin ha ordinato un'operazione speciale in Ucraina, descrivendola come un passo necessario per intervenire nelle Repubbliche Popolari del Donbass, che stavano affrontando un "genocidio" e le atrocità commesse dal governo nazionalista a Kiev.
Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che le forze russe non stanno prendendo di mira le città o le infrastrutture sociali dei guarnigioni militari ucraini, al fine di evitare vittime tra i militari e le loro famiglie che risiedono lì, e ha ordinato di trattare il personale militare delle forze armate ucraine "con rispetto".
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