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Fratoianni, segretario Sinistra Italiana, sulle spese militari: “gigantesca sciocchezza aumentarle”

© Foto di FacebookNicola Fratoianni
Nicola Fratoianni - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2022
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In un’intervista per Fanpage, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha spiegato la sua posizione circa la questione dell’aumento della spesa militare, che, come prevedono gli accordi con la NATO, dovrebbe venire portata al 2% del PIL ma sulla quale la stessa maggioranza si sta dividendo.
Neppure la maggioranza sembra molto convinta di appoggiare Draghi nella sua intenzione di voler rispettare l’impegno preso con l’Alleanza Atlantica di portare al 2% del PIL la spesa militare italiana.
Paradossalmente è dall’opposizione, con Fratelli d’Italia, che è venuta una voce a favore di tale aumento, mentre, altre voci fuori dal Governo, prime tra tutte Sinistra Italiana, sono state molto critiche nei riguardi di un aumento delle spese militari, quando al contrario il Paese, sostengono, servirebbe aumentare piuttosto la spesa per sanità, cultura e ricerca.
Nicola Fratoianni, segretario di questo partito politico italiano di sinistra di orientamento socialista democratico ed ecosocialista, fondato il 19 febbraio 2017, ha definito, senza particolari giri di parole “una gigantesca sciocchezza” l’aumento di questa voce di spese e ha stigmatizzato tutti coloro che vogliono fare un uso strumentale della guerra in Ucraina.
“Trovo questa scelta semplicemente irragionevole. In questo Paese abbiamo bisogno di moltissime cose, come dimostra la cronaca quotidiana: investimenti in sanità, in cultura, in scuola. Quello di cui francamente non abbiamo bisogno è un aumento ulteriore della spesa militare, che in Italia è già molto alta”, ha detto durante l’intervista.
“Da molto tempo la Nato chiede ai Paesi membri di aumentare la propria spesa militare, ma è una richiesta vecchia. Bisogna rispondere che è semplicemente irragionevole. Basterebbe ricordare gli effetti che l’Europa e l'Italia hanno subito dopo due anni di pandemia di Covid, oltre agli effetti della guerra tra Russia e Ucraina. L'idea che si possa anche soltanto immaginare in questo momento di continuare in quella direzione è una gigantesca sciocchezza”, ha spiegato con riferimento alle richieste NATO, ritenute superate, piuttosto che attuali, nel contesto che stiamo vivendo.
Fratoianni ha confessato inoltre di aver provato “grande imbarazzo” nel vedere importanti canali dell’informazione pubblica sostanzialmente cancellare le parole del Papa, anch’esse chiaramente contrarie agli aumenti delle spese militari.
Riguardo alla proposta di Fratelli d’Italia, che vorrebbe utilizzare i fondi destinati al reddito di cittadinanza per le spese militari, Fratoianni si è mostrato ancora più critico: “La destra italiana ogni giorno rivela il suo vero volto. Stanno dicendo di togliere a chi è più fragile, debole e povero per dare all’industria delle armi ulteriori risorse. Se si spendesse quanto si spende per la difesa oggi per sanità e welfare staremmo tutti molto meglio e avremmo molti meno problemi nel vivere la nostra quotidianità”.
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Alla domanda del giornalista, se vi fosse chi in maniera speculativa cerchi di collegare la guerra in Ucraina con la spesa militare, Fratoianni ha detto che sì “C’è un uso strumentale di quello che accade rispetto alla corsa al riarmo, come a indicare che di fronte a quello che accade l’unica via sia quella di armarsi, considerando la guerra come l’orizzonte a cui abituarsi”.
“Di fronte a una escalation e a una guerra ci sono solo due strade che possono essere percorse per arrivare a una soluzione: una è quella militare, che prevede la sconfitta dell’avversario – in questo caso dell’aggressore, perché che Vladimir Putin e la Federazione Russa hanno aggredito l’Ucraina in modo criminale – oppure esiste la via della diplomazia. Dietro all’invio delle armi l’Europa ha nascosto la sua inconsistenza diplomatica”, ha sostenuto il segretario di Sinistra Italiana.
Riguardo al ruolo che dovrebbero quindi avere Italia ed Europa, posto che soluzioni di forza siano concettualmente superate nonché irrealizzabili, “serve un'azione sempre più forte sul piano delle sanzioni economiche, della solidarietà umanitaria, della costruzione dei corridoi, ma anche dell’accoglienza su cui per fortuna l’Europa qualcosa sta facendo” ha detto Fratoianni, augurandosi da una parte che questo salto di qualità venga ricordato anche in futuro, per tutti coloro che scappano in condizioni di disperazione, dall’altro che sia l’Europa il tavolo su cui costruire i prossimi colloqui di pace.
“Dello statuto di neutralità che cosa pensa l’Europa? Del modo in cui si interviene rispetto alle specificità territoriali, alle minoranze, che proposta avanza anche sulla base delle sue esperienze? L'Europa ha costruito la sua pace in questi decenni anche affrontando nodi come questi. Poi se qualcuno ha voglia e coraggio di proporre esplicitamente la soluzione militare fino in fondo si faccia avanti, ma per fortuna non ce ne sono”, ha concluso.
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