Dopo il COVID-19 la Danimarca scopre il fenomeno dell’’estremismo antigovernativo’ e corre ai ripari

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Медицинский сотрудник в защитном костюме везет корзину с мусором в карантинном отеле Rooy Hotels в Пекине - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2022
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Il Centro per l’Analisi del Terrorismo (CTA), dipartimento della PET, l'intelligence della polizia danese, ha individuato nell’estremismo antigovernativo una nuova minaccia, definendo questo fenomeno "termine collettivo per una serie di narrazioni sulla necessità di usare la violenza contro politici, funzionari governativi e professionisti".
L'estremismo antigovernativo è stato per la prima volta identificato come distinta minaccia nel nuovo rapporto dell’intelligence PET.
Il fenomeno è nuovo nel paese scandinavo e deriva principalmente dalla pandemia di COVID-19, nel corso della quale la Danimarca ha assistito a numerosi attacchi contro le autorità, inclusi incendi dolosi contro strutture per test e vaccini (attacchi molotov di Ballerup nel marzo 2021), che si presume siano stati effettuati da estremisti antigovernativi.
Secondo la CTA, il nuovo fenomeno “non deriva principalmente da ideologie estremiste consolidate come l'islamismo militante, l'estremismo di destra o l'estremismo di sinistra”. Il capo della CTA, Michael Hamann, ha sottolineato che c'è una differenza significativa rispetto a tali fenomeni.

“In Danimarca, fortunatamente si può pensare quello che si vuole. Ma quando si parla di estremismo, vediamo che ci sono persone che accettano ed esprimono la necessità di usare la violenza, ad esempio, contro i rappresentanti eletti. Pertanto, abbiamo scelto di etichettare questi comportamenti come un fenomeno separato che richiede la nostra attenzione e che vogliamo descrivere, analizzare e valutare per contrastare la minaccia a lungo termine", ha detto Hamann a Danish Radio.

Mentre il nuovo fenomeno è stato in gran parte stimolato dalla pandemia, che sembrava placarsi (almeno in Danimarca, che ha recentemente abbandonato l'ultima restrizione), è improbabile che scompaia del tutto, hanno avvertito le autorità.

"Ci sono stati esempi di critiche espresse attraverso minacce e intimidazioni rivolte a professionisti danesi, rappresentanti eletti o funzionari governativi, e abbiamo anche visto esempi di atti violenti pianificati o perpetrati all'estero", ha detto lo stesso Michael Hamann, questa volta a TV2.

La CTA ha valutato l'attuale pericolo come "limitato", ma ha sottolineato che è stato influenzato da temi o sviluppi sociali attuali, che a volte possono esacerbare la minaccia. Allo stesso tempo, un numero significativo di attacchi terroristici è stato evitato in Danimarca negli ultimi anni, ha ammesso Hamann. Fuochi d'artificio, piccole bombe fatte in casa e ordigni dolosi come le bombe molotov sono stati identificati come le armi più probabili.
Maia Kahlke Lorentzen, ricercatrice e consulente della rete Cybernauts dedicata alla cybersicurezza e alla ricerca, ha avvertito di pericolose misture ideologiche.

“Ci può essere un'impollinazione incrociata puramente ideologica, quindi il fenomeno diventa ancora più intriso d'odio. Forse c'è una certa disponibilità a usare la violenza, che può essere contagiosa. Oppure c'è un accesso concreto alle armi o all'addestramento al combattimento”, ha riflettuto.

Nel corso del 2021, con numerosi blocchi e restrizioni imposte dalle autorità, la Danimarca ha assistito a massicce manifestazioni di protesta, in alcuni casi sfociate in spiacevoli eccessi e decine di persone arrestate.
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