Scholz: Berlino quest'anno potrebbe abbandonare le importazioni di carbone e di petrolio russi

© Sputnik . Pavel Lvov / Vai alla galleria fotograficaUn impianto di lavorazione del gas naturale in Russia
Un impianto di lavorazione del gas naturale in Russia - Sputnik Italia, 1920, 28.03.2022
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La scorsa settimana il cancelliere tedesco aveva dichiarato che un divieto immediato alle importazioni di energia russe da parte di Berlino avrebbe innescato una recessione economica in Germania. Berlino si trova sotto pressione da parte di numerosi membri dell'UE affinché introduca tale divieto come parte delle sanzioni anti-russe dell'Occidente.
Il cancelliere Olaf Scholz ha ipotizato che la Germania possa interrompere le importazioni di carbone e petrolio russi "già da quest'anno".
Parlando all'emittente tedesca ARD, ha promesso che Berlino avrebbe inoltre stabilito condizioni tecniche in modo che il suo paese possa diventare indipendente dalle importazioni di gas russe "il più rapidamente possibile".
Queste osservazioni fanno eco a quelle fatte sabato scorso da Robert Habeck, il ministro tedesco dell'Economia e dell'azione per il clima, che aveva affermato in un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung che Berlino intende diventare indipendente dal carbone russo entro questo autunno, e abbandonare il petrolio russo entro la fine dell'anno.
"Lavoriamo ogni giorno, e talvolta ogni notte, per ridurre la dipendenza dal petrolio, dal carbone e dal gas russi. Ogni giorno, ogni ora, siamo un passo più vicini al dire addio alle importazioni russe. Se ci riusciamo, vorra' dire che saremo indipendenti dal carbone russo entro l'autunno e entro la fine dell'anno saremo quasi indipendenti dal petrolio russo", ha affermato Habeck.
Sottolinenado comunque che l'abbandono del gas russo sarà più difficile perché la Germania non ha capacità per importare gas naturale liquefatto (GNL).
Allo stesso tempo, il ministro, ha affermato che non ci sono ragioni per ritenere che la Russia fermerà le esportazioni di energia, ma Berlino si prepara "ad ogni scenario".
All'inizio della scorsa settimana, Habeck ha parlato ai giornalisti della necessità per la Germania di diversificare le forniture energetiche per abbandonare le importazioni russe. Secondo il ministero dell'Economia tedesco, la quota delle forniture petrolifere russe al Paese ammonta al 35%, mentre la quota del carbone si attesta intorno al 50%.
Mentre il cancelliere Scholz parlando ai parlamentari tedeschi disse che Berlino avrebbe posto fine alla sua dipendenza energetica da Mosca a tempo debito, ma che tagliare tutti i legami in questo momento avrebbe maltrattato l'economia tedesca.
"Metteremo fine a questa dipendenza [da petrolio, carbone e gas russi] il più rapidamente possibile, ma farlo da un giorno all'altro significherebbe far precipitare il nostro paese e tutta l'Europa in una recessione", ha detto Scholz, avvertendo che "centinaia di migliaia di posti di lavoro sarebbero a rischio, intere industrie sarebbero sull'orlo del baratro".
Facendo poi riferimento a una serie di sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati in risposta all'operazione militare speciale russa in corso in Ucraina, mirata a smilitarizzare e de-nazificare il paese, puntando a colpire solo le sue infrastrutture militari con armi ad alta precisione. Come parte delle sanzioni, gli Stati Uniti hanno vietato tutte le importazioni di energia russe.
"La verità è che le sanzioni già decise hanno colpito duramente anche molti cittadini, e non solo alla pompa di benzina", ha affermato Scholz, sostenendo che le sanzioni "non devono colpire i Paesi europei più duramente della leadership russa".
Mercoledì, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che Mosca chiederà all'Europa di iniziare a pagare le forniture di gas in rubli, come parte della risposta della Russia alle "gravi" sanzioni dell'Occidente.
"Ho deciso di attuare una serie di misure per trasferire i pagamenti per le nostre forniture di gas a paesi ostili in rubli russi", ha dichiarato Putin, ordinando che le modifiche vengano attuate entro una settimana. La Russia considera "ostili" tutti i paesi che l'hanno colpita con sanzioni a seguito della sua operazione speciale in Ucraina.
L'operazione speciale russa in Ucraina
Il presidente russo ha ordinato l'inizio di un'operazione militare speciale in Ucraina il 24 febbraio a seguito della richiesta delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR) di proteggerle dall'intensificarsi degli attacchi delle forze armate ucraine.
Putin ha affermato che la Russia non ha altra scelta che intervenire per fornire assistenza alle repubbliche del Donbass recentemente riconosciute, e che Mosca non ha intenzione di occupare l'Ucraina. Il ministero della Difesa russo, da parte sua, ha sottolineato che i civili ucraini sono fuori pericolo perché l'operazione prende di mira solo le infrastrutture militari del Paese.
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