Economia, la situazione in Ucraina provoca gravi danni all'industria turistica italiana

© flickr.com / Jeremy Nelson Manarola, Liguria, Italy.
  Manarola, Liguria, Italy. - Sputnik Italia, 1920, 27.03.2022
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La situazione in Ucraina e l'aumento dei prezzi dei carburanti causa gravi danni all'industria turistica italiana. I flussi turistici nel Paese vedono una notevole diminuzione nel settore, incapace di tornare così ai livelli pre-pandemici.
L'aumento dei prezzi dell'energia e l'escalation delle tensioni internazionali stanno avendo un grave impatto negativo sull'industria turistica italiana e ne impediscono il ritorno ai livelli pre-Covid-19, ha affermato questa domenica Assoturismo Confesercenti, associazione nazionale del turismo.
Secondo i dati riferiti dall'associazione nel primo trimestre di quest'anno, i turisti hanno trascorso solo 41 milioni di notti negli hotel e nelle altre strutture del complesso ricreativo in Italia, il 28% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. In totale, da gennaio a marzo, solo poco più di 12 milioni di persone hanno effettuato soggiorni sull'Appennino.
Pertanto, le speranze dei tour operator di una rapida ripresa della crescita dopo il 2021, quando l'Italia aveva ancora le zone "rosse" per la diffusione del coronavirus e molte restrizioni erano in vigore, non si sono in generale avverate.
La riduzione del turismo estero ha un effetto particolarmente evidente sul settore. Così, nel primo trimestre del 2022, il numero di notti trascorse dagli ospiti stranieri in Italia è ancora di 10 milioni (38%) in meno rispetto allo stesso periodo prima dell'inizio della pandemia. Tra i turisti italiani, questa cifra è diminuita del 18%.
Assoturismo Confesercenti rileva che gli eventi in Ucraina hanno portato al fatto che "le prenotazioni dai Paesi dell'est europeo sono crollati a fine febbraio". Al di sotto della media anche gli indicatori relativi all'arrivo di turisti dagli USA sull'Appennino.
Benzina - Sputnik Italia, 1920, 14.03.2022
Benzina e gasolio ancora in aumento sulla Penisola
Sul fronte del turismo nazionale, a marzo il 37% degli italiani ha ridotto i propri viaggi in auto privata a causa del forte aumento dei prezzi della benzina e del diesel. Di conseguenza, il numero di viaggi a scopo turistico nei fine settimana è notevolmente diminuito. In questo mese, infatti, il numero dei milanesi che si recano al mare per il weekend è diminuito del 30%.
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