Formula 1, il GP in Arabia Saudita si correrà nonostante l'attacco terroristico di ieri

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Formula 1, partenza gran premio - Sputnik Italia, 1920, 26.03.2022
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"The show must go on": non si ferma lo spettacolo dei motori rombanti sul circuito di Jeddah, nonostante l'attacco terroristico di ieri. Si prevede il regolare svolgimento delle gare per il GP dell'Arabia Saudita.
Si era pensato che la gara prevista per domenica prossima in Arabia Saudita sarebbe stata annullata, alla luce dell'attacco terroristico di ieri, attacco effettuato con l'uso di missili, che ha allarmato tutte le scuderie presenti. Si vociferava di un rinvio, se non proprio dell'annullamento della gara.
Le autorità fanno sapere però che "si andrà avanti", come da programma.
L'attacco effettuato con un lancio di missili ha provocato una forte esplosione e poi l'incendio di un deposito di un'azienda petrolifera a pochi chilometri dal circuito, destando la viva preoccupazione del mondo intero, ma in primis anche di piloti, tecnici, cronisti e quanti sul posto, in preparazione della seconda tappa di questo mondiale di Formula 1.
Poi è arrivato l'annuncio degli organizzatori, in totale comunione di intenti e di visione sugli eventi accorsi, cui ha fatto seguito la risposta pronta delle scuderie: si gareggia.
Tutti d'accordo: non ci si piega al terrorismo e a Jeddah si corre.
Il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali ha dichiarato in proposito:
"Ho informato i piloti e i team della situazione, sulla base delle informazioni avute. Siamo qui, siamo al sicuro".
Gli fa eco dalle scuderie il team manager della Red Bull Christian Horner:
"Ci sono tutte le garanzie da parte degli organizzatori e andremo avanti. Lo sport deve restare unito".
Anche dalla Mercedes Toto Wolff, in una lungo intervento chiaro e deciso, dice la sua posizione sul tema:
"Credo che questa sia una zona dove siamo al sicuro. Abbiamo parlato col Ministro dello Sport e col governatore di Jeddah. Io ho deciso di rimanere, così come la mia famiglia. I piloti? Parleranno fra loro, possono sempre prendere una decisione da soli, siamo in una democrazia, io sono convinto di andare avanti. A noi team principal è stato assicurato che qui siamo protetti e che è probabilmente il posto più sicuro dove ci si possa trovare in questo momento in Arabia Saudita. Andiamo avanti".
Oggi partono le qualifche sul campo, ma non tutti i piloti si sono dichiarati d'accordo sulla decisione di andare avanti, con riunioni sul tema che hanno proseguito fino a notte inoltrata.
I piloti alla fine hanno accettato comunque di correre il circuito. Fondamentale in tal senso è stata la mediazione avuta con le autorità locali, le quali hanno portato garanzie di sicurezza per il regolare svolgimento della corsa.
L'attentato è stato rivendicato da un gruppo di ribelli legato all'Iran.
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