Rai: stop al contratto di Orsini a Cartabianca perche’ "filoputiniano": è polemica

Rai tv - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2022
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L’accordo posto in essere tra le parti prevedeva un compenso per la partecipazione del professore alla trasmissione Cartabianca.
La Rai, a seguito delle polemiche sorte ieri sul contratto del Professore della Luiss Alessandro Orsini, opinionista del talk show di Bianca Berlinguer ‘Cartabianca’, ha deciso di interrompere l’accordo in essere.
Era di ieri infatti l’indiscrezione del Foglio che aveva rese note le cifre dell’accordo, duemile euro a puntata per sei puntate.

"La Direzione di Rai 3, d’intesa con l’Amministratore Delegato della Rai, ha ritenuto opportuno non dar seguito al contratto originato su iniziativa del programma 'Cartabianca' che prevedeva un compenso per la presenza del Professor Alessandro Orsini nella trasmissione".

Alla nota rilasciata dalla Rai fa seguito la dichiarazione della capogruppo Pd in Commissione dì Vigilanza Rai Valeria Fedeli: "La Rai ha in modo opportuno deciso di non procedere con la contrattualizzazione del prof. Orsini. Istituzionalizzare uno spazio con tanto dì compenso, a spese dei cittadini e delle cittadine, per la diffusione di tesi filoputiniane non sarebbe stato adeguato né al ruolo del servizio pubblico né alla gravità del momento".
Bianca Berlinguer conduttrice e autrice di 'Cartabianca, anch’essa attraverso una nota fa sapere: "Apprendo che il contratto sottoscritto dalla Rai e dal professore Alessandro Orsini sarà interrotto per decisione della direzione di Rai3 senza che io sia stata consultata in merito. Una decisione che limita gravemente il mio ruolo di autrice e di responsabile di Cartabianca per quanto riguarda la questione fondamentale della scelta degli ospiti e di conseguenza dei contenuti sui quali si costruisce la discussione".
Aggiungendo infine: “che non condivido la decisione di escludere una voce certamente rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana e tra gli studiosi, in quanto ciò porterebbe a una mortificazione del dibattito che per essere tale deve esprimere la più ampia pluralità di idee. Non è forse questa la missione del servizio pubblico?" conclude la giornalista.
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