Napoli, giovane ucraino uccide la compagna e chiama la madre di lei per avvisarla

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Polizia - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2022
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Un giovane ucraino ha ucciso la compagna, madre di una bambina di 5 anni, bloccandola in bagno mentre era in corso un grosso incendio nel loro appartamento, a Napoli. Ad inchiodarlo, una telefonata fatta alla madre di lei in patria, in occasione della quale ha confessato di aver "bruciato" lui la ragazza.
Ha dell'incredibile l'efferatezza con cui è stato compiuto l'omicidio di una 23enne ucraina che aveva raggiunto Napoli alla ricerca di una nuova vita.
Anastasja, questo il nome della donna, è stata infatti bloccata nel bagno dell'abitazione in cui stavano imperversando le fiamme di un grosso incendio dal compagno, che ha poi mandato un messaggio alla madre di lei, in patria, dai toni piuttosto crudi, stando a quanto traspare dall'indagine, dopodiché lo stesso non contento, ha telefonato alla donna dicendole:
"Io ho bruciato Anastasja. Puoi comprare i fiori per il funerale":
Fondamentale nel ricostruire l'intera vicenda la testimonianza di una donna russa, presente sul posto al momento della tragedia.
La donna è la vicina della giovane coppia.
Quel giorno viene richiamata dalle grida disperate della figlia di 5 anni della ragazza, accorsa alla ricerca di aiuto dall'unica presente nel palazzo che possa capirla.
Quelle grida dal tono di "Salva mia mamma", dette in ucraino, vengono capite infatti dalla donna, che come detto è russa, ma parla anche l'ucraino, anche se non valgono a salvare la ragazza.
Ma almeno si è potuto salvare dall'efferatezza del giovane ucraino, la piccola, e si è potuto fornire un'ulteriore testimonianza utile a far emergere le responsabilità nella vicenda del giovane.
Anastasya era partita dall'Ucraina alla volta dell'Italia una prima volta a settembre dello scorso anno.
Non avendo trovato lavoro, aveva fatto ritorno in Ucraina, per poi partire una seconda volta lo scorso 1 marzo, con la piccola figlia.
In quello stesso appartamento dove si è consumata la tragedia, viveva con il connazionale Dmytro. La coppia aveva però continui litigi, perché la ragazza aveva l'intenzione di interrompere la relazione.
La ricostruzione effettuata dagli inquirenti, nonché le pagine del fascicolo firmato dal gip e le testimonianze della dirimpettaia russa e della bambina inchiodano senza ogni dubbio il giovane, che ora dovrà rispondere di omicidio, e che è stato per questo tradotto in carcere.
L'episodio, avvenuto in un appartamento del cuore di Napili, risale allo scorso 10 marzo.
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