Primo ministro danese: gli ucraini sfollati devono ritornare e ricostruire la loro patria

© REUTERS / Lukasz GlowalaProfughi ucraini in Slovacchia
Profughi ucraini in Slovacchia - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2022
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In precedenza, la Danimarca aveva adottato una legge speciale che consente il trattamento preferenziale dei rifugiati ucraini, legge che ha suscitato critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani per disparità di atteggiamento nei confronti dei rifugiati in base al loro paese di origine.
Meno di due settimane dopo l'adozione di una legge speciale sul trattamento preferenziale per i rifugiati ucraini durante l'operazione militare russa in corso in Ucraina, il primo ministro socialdemocratico danese, Mette Frederiksen, ha proclamato che alla fine questi torneranno in patria.

“Essere un rifugiato è temporaneo, quindi devi tornare e aiutare a costruire la tua patria quando ne hai l'opportunità. Questo ci permette di aiutare altri rifugiati", ha detto la Frederiksen in una nota.

È da notare che il primo ministro si è rifatta alle parole pronunciate dall'ambasciatore ucraino in Danimarca, Mykhailo Vydoinyk, il quale aveva suggerito che i rifugiati ucraini non dovrebbero essere incorporatri alla Danimarca, ma tornare nel loro paese d'origine e aiutare a ricostruirlo quando sarà il momento giusto.
Il ministro degli Esteri danese, Mattias Tesfaye, collega di partito della Frederiksen, ha affermato che il governo ritiene che "molti più" ucraini potrebbero arrivare, rispetto ai 20.000 per i quali le città si erano inizialmente preparate.
Attraverso la legge speciale, ai rifugiati ucraini è stato concesso di rimanere in Danimarca per due anni, di ottenere permessi di lavoro e l'accesso all'istruzione e ai servizi sanitari. La legge è stata adottata con urgenza, e in tempi record, attraverso un consenso incrociato.
L'approccio danese ha suscitato critiche, tra gli altri, da Human Rights Watch, che ha accusato il paese nordico di doppi standard nel trattamento dei rifugiati provenienti da paesi diversi. Secondo l'organizzazione, negli ultimi anni la Danimarca è stata "in prima linea tra i paesi europei per emanare leggi e politiche volte a dissuadere le persone dal chiedere asilo", al punto da dichiarare una politica di asilo zero. L'organizzazione ha anche preso atto della cosiddetta "legge sui gioielli", che ha consentito al governo di sequestrare i beni dei richiedenti asilo, compresi i loro gioielli, per finanziare il loro soggiorno nel Paese. Sorprendentemente, gli ucraini sono stati esentati da questa legge.

“Sebbene la risposta danese ai rifugiati ucraini sia encomiabile, invocare la solidarietà europea non giustifica il trattamento inadeguato riservato ai rifugiati siriani, alcuni dei quali sono stati privati dei loro diritti fondamentali e costretti a rimanere nei centri di espulsione, dove vengono lasciati in un limbo con la scelta di vivere privati del diritto al lavoro e di ottenere un'istruzione o tornare in Siria”, ha affermato HRW.

L'operazione militare russa in Ucraina è stata lanciata il 24 febbraio, in risposta alle richieste di aiuto delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, nel mezzo ai bombardamenti delle forze ucraine. Secondo le Nazioni Unite, da allora oltre tre milioni di ucraini hanno lasciato il Paese.
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