Lavrov: difficili i colloqui tra Russia e Ucraina, Kiev cambia continuamente posizione

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Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2022
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Martedì, il vice rappresentante russo alle Nazioni Unite, Dmitriy Polyansky, ha affermato che le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Vladimir Zelensky sullo stato della Crimea, del Donbass e della neutralità ucraina si contraddicono a vicenda, rendendo difficili i negoziati.
I negoziati tra Russia e Ucraina sono difficili, a causa dei continui ribaltamenti di posizione da parte ucraina, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
"Quando, nel bel mezzo dell'operazione militare speciale della Russia, la leadership ucraina ha proposto negoziati, abbiamo concordato e il presidente ha immediatamente dato l'ordine. I negoziati sono iniziati, ma sono stati difficili, perché la parte ucraina, anche se sembra aver espresso comprensione sulle questioni che dovrebbero essere concordate durante i colloqui, cambia costantemente posizione", ha dichiarato Lavrov mercoledì.

"È difficile non avere l'impressione che sono tenuti per mano dai loro colleghi americani, i quali, se si leggono i politologi sia in Russia che in Occidente, semplicemente non vogliono che questo processo [di negoziazione] si concluda rapidamente. Si aspettano di continuare a pompare armi in Ucraina. A quanto pare, vogliono tenerci in uno stato di ostilità il più a lungo possibile", ha affermato il ministro degli Esteri.

Mosca, ha detto Lavrov, per il futuro richiede accordi di "cemento armato" con Kiev, in modo che nessuna forza sia mai tentata di violarli. Il ministro ha anche affermato che la Russia non è contraria all'entusiasmo dei paesi occidentali di svolgere una sorta di ruolo di mediazione nella crisi. "Ma abbiamo linee rosse assolutamente chiare, di cui parliamo da molti anni", ha aggiunto.
Lavrov ha suggerito che le attuali mosse occidentali, come la fornitura di armi antiaeree avanzate all'Ucraina, avranno sicuramente un contraccolpo. "Stingers addizionali sono una minaccia colossale, perché senza dubbio si diffonderanno in tutta Europa", ha affermato.

"Missione di pace" NATO equivale a conflitto diretto con la Russia

Il ministro degli Esteri ha anche commentato le prospettive di una "forza di pace" della NATO in Ucraina, avvertendo che una tale mossa porterebbe a scontri diretti con le forze russe.

"I nostri colleghi polacchi hanno dichiarato che si terrà un vertice della NATO e che è necessario inviare forze di mantenimento della pace. Spero che capiscano la posta in gioco. Questo porterà allo scontro diretto tra le truppe russe e quelle della NATO, che tutti speravano di evitare", ha detto Lavrov.

Lavrov ha anche sollevato l'argomento dei laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti negli stati dell'ex Unione Sovietica, affermando che l'interesse del Pentagono per i biolaboratori dell'era sovietica in Kazakistan "richiede chiarimenti".
Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2022
La situazione in Ucraina
Lavrov ha messo in guardia sulle conseguenze dell'invio di forze di pace della NATO in Ucraina
"Stiamo ora completando la preparazione di un memorandum di cooperazione nel campo della biologia con i nostri amici kazaki... Spero che risolveremo questi problemi con il Kazakistan", ha affermato.

La Russia ha bisogno di "equilibrio tra gli interessi"

Commentando la mossa dei paesi occidentali di sequestrare oltre 300 miliardi di dollari delle riserve russe, che sono finiti nei paesi occidentali per ragioni ancora poco chiare, Lavrov ha definito tale congelamento una "rapina".
"Quando le riserve della banca centrale sono state congelate, nessuno tra coloro che prevedevano quali sanzioni l'Occidente avrebbe potuto applicare avrebbe nemmeno osato pensare a questo. È solo una rapina", ha detto Lavrov.
In futuro, ha affermato Lavrov, la Russia non dipenderà dall'Occidente come in passato e sarà pronta a cooperare solo a parità di condizioni. "[Abbiamo bisogno] di chiarezza, che in futuro sarà basata sull'assenza di qualsiasi dipendenza dall'Occidente. Se vogliono cooperare, ovviamente non faremo un passo indietro, se questo si basa su un piano di parità, se c'è un equilibrio di interessi".

"Ma aprendo loro le porte, in modo che entrino in quei settori da cui dipenderà ancora una volta il funzionamento di aree chiave della nostra economia, vitali per la salute, la sicurezza delle persone e del nostro Paese, credo che non abbiamo il diritto di farlo" ha dichiarato Lavrov.

La Russia, ha suggerito il ministro, ha risorse materiali sufficienti e persone di talento tali per essere autosufficiente. "Abbiamo un paese enorme, risorse, cervelli, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere autosufficienti, ma allo stesso tempo [possiamo] aprirci al mondo esterno per progetti reciprocamente vantaggiosi".
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