Croazia, analisi mostrano che il drone caduto era armato di bomba con detonatore

© Sputnik . Leonardo ToloneseZagabria, Croazia
Zagabria, Croazia - Sputnik Italia, 1920, 23.03.2022
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I primi risultati delle analisi balistiche hanno confermato la presenza di una bomba aerea e un detonatore nel drone che nella notte tra il 10 e l'11 marzo è caduto a Zagabria, ha riferito la procura della capitale croata.
"La procura per ora ha ricevuto i risultati delle analisi balistiche e una parte dei risultati delle analisi chimico-fisiche. L'analisi balistica dei frammenti metallici ha confermato che si parla di una bomba aerea con detonatore. I risultati delle indagini e delle analisi preliminari non dettano le basi per conclusioni definitive", ha riferito l'organo di controlo, facendo sapere che le analisi continueranno.
Il velivolo è caduto nella notte tra il 10 e l'11 marzo in un'area verde di uno dei quartieri della capitale croata, c'è stata un'esplosione ed è rimasto un cratere nel punto d'impatto. La polizia ha rinvenuto nelle vicinanze due paracadute. Si ritiene che possa trattarsi di un drone Tu-141 Strizh di produzione sovietica arrivato dall'Ucraina. I frammenti del drone sono stati recuperati dal cratere, così come la scatola nera, le cui registrazioni sono in corso di decifrazione.
Secondo le dichiarazioni del ministero della Difesa del Paese, la bomba che trasportava il drone di fabbricazione sovietica caduto aveva una massa di 120 kg e conteneva 40 kg di esplosivo. La carica era comulativa, l'esplosione è avvenuta dopo la caduta, nel cratere, a causa dell'impatto col terreno.
Il primo ministro croato Andrej Plenkovic - Sputnik Italia, 1920, 18.03.2022
Premier croato: il drone precipitato a Zagabria arrivato dall'Ucraina portava una bomba aerea
Il primo ministro della Croazia, Andrej Plenkovic, dal luogo dell'incidente, aveva dichiarato che la caduta del drone a Zagabria è stata una chiara minaccia per tutti i paesi-membri della NATO. Plenkovic ha fatto presente di essersi ufficialmente rivolto ai leader dei paesi UE, ai capi del Consiglio UE Charles Michel, della Commissione UE Ursula von der Leyen, della diplomazia UE Joseph Borrell e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg con la richiesta di rafforzare la cooperazione per migliorare la preparazione a questo tipo di incidenti.
Per una coincidenza, attorno alle ore 21 del 10 marzo il premier croato aveva parlato proprio della necessità di modernizzare la difesa aerea del Paese, di ottenere per il 2023-2025 sistemi di difesa aerea a corto raggio. In precedenza, Zagabria aveva comprato dalla Francia una flotta di 12 aerei Rafale per 1,2 miliardi di euro, tasse incluse.
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