Ucraina, critiche dalla politica italiana all'invio di armi: così si alimenta il conflitto

© AP Photo / Luca BrunoElio Lannutti, senatore italiano
Elio Lannutti, senatore italiano - Sputnik Italia, 1920, 22.03.2022
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Il senatore Lannutti, ex M5s passato al Gruppo Misto con Italia dei Valori, non è stato presente in aula per il discorso di Zelensky: così si giustificano gli interessi USA.
Il senatore, ex M5s, Elio Lannutti è contro l'invio di armi in Ucraina e su Facebook scrive:

"Russia-Ucraina: c'è un aggressore, che condanno fermamente, un aggredito che ha la mia piena solidarietà. Invece di alimentare il conflitto con le armi, occorre inviare aiuti umanitari lavorando per una soluzione diplomatica. Il negoziato l'unica strada per evitare l'irreparabile!".

Su Facebook, Lannutti spiega anche il perchè non era presente in aula oggi, 22 marzo, per il discorso del presidente ucraino Vladimir Zelensky, citando anche Antonio Gramsci ("La storia maestra di vita, non ha mai scolari."), Brecht e anche Neruda.
Il senatore parla anche dell'invio di armi in Ucraina, idea a cui si oppone fermamente: "L'invio delle armi, in violazione dell'art.11 della Costituzione, ha il significato di voler prolungare il massacro del popolo ucraino, ritardare i nuovi assetti geopolitici ed economici del nuovo ordine mondiale (Cina, India, Pakistan, ecc...), giustificare gli interessi dei guerrafondai USA e del loro braccio armato NATO, famigerati esportatori di democrazia nel mondo con le bombe, che sono riusciti, dopo il fallimento di Biden in Afghanistan, nel capolavoro di scaricare sull'Europa e soprattutto sui già vessati e saccheggiati cittadini italiani, i costi umani, economici e materiali del conflitto".
E aggiunge che "chi vive nella bolla del 'pensiero unico', che non ammette critiche, bolla come fiancheggiatore di Putin tutti coloro che non si genuflettono alla dottrina USA-NATO, non accorgendosi che soffia sul fuoco della terza guerra mondiale termonucleare, che non avrà vincitori".
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Gli fanno eco anche i parlamentari di Alternativa, che si scagliano contro il governo Draghi: "Massima vicinanza al popolo Ucraino di fronte a questa aggressione, basta all'ipocrisia di chi invoca la pace inviando armi, come fa il Governo Draghi e la maggioranza che lo sostiene".
I parlamentari del gruppo poi proseguono:

"Gli ucraini, assieme a tutti i popoli d'Europa, meritano pace e sicurezza, non l'escalation del conflitto a cui li si espone inviando armi in zona di guerra ed insistendo nello spingere la NATO fin ai confini della Russia. (...) La retorica bellicista dell'imbarazzante intervento di Draghi, seguito alle parole di Zelensky, che possiamo pure comprendere in un momento così drammatico, getta benzina sul fuoco. A fare le spese di questi errori e di queste posture che aumentano tensione e contrapposizioni è la popolazione ucraina che paga per tutti noi con l'aggressione illegale della Russia. (...) Se amiamo il popolo ucraino, - concludono - sosteniamo un percorso di pace, non una nuova guerra fredda in cui sprofondare il mondo per altri 50 anni".

Si aggiunge al coro di voci critiche anche il senatore Vito Petrocelli (M5s), presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, che su Twitter scrive: "Fuori da questo governo interventista, che vuole fare dell'Italia un paese co-belligerante". Lo ha scritto su Twitter il senatore del M5s Vito Petrocelli.
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