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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

USA e Russia dovrebbero smetterla di mordersi e iniziare a ricostruire -ex inviato americano all’ONU

© REUTERS / Carlo AllegriIncontro del Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York
Incontro del Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2022
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Gli Stati Uniti e la Russia dovrebbero smettere di "mordersi" a vicenda e iniziare piuttosto a ricostruire la loro relazione, ha detto a Sputnik l'ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Andrew Young.
"Dovremmo smetterla di morderci e iniziare piuttosto a ricostruire. Non vogliamo la completa distruzione di nessuno", ha detto Young.
L'ex diplomatico ha sottolineato che la crisi in Ucraina ha portato a un grave deterioramento delle relazioni USA-Russia.
"Questo conflitto può solo peggiorare per tutti. Nessuno è in grado di proteggere i propri interessi", ha affermato.
Tutte le parti soffrono per l'aggravarsi delle relazioni, ha proseguito Young, aggiungendo che fermare il conflitto gioverebbe a tutti.
"Non è nell'interesse della Russia che le società americane si ritirino dal loro mercato, non è nell'interesse anche dell'America. Stiamo tutti pagando un prezzo e non sappiamo come fermarlo, ma sembra che un cessate il fuoco sia nell'interesse di tutti", ha detto.
Young ha avvertito che l'attuale crisi non avrebbe vincitori.
"In questo momento, nessuno sta vincendo e ciò può distruggere tutti. Non abbiamo un modo per impedire di distruggerci a vicenda su questa Terra se non arrestiamo questo processo", ha aggiunto.
Secondo l'ex inviato, Usa e Russia condividono molti interessi e dovrebbero cercare di raggiungere la pace in Ucraina.
"Il popolo russo e il popolo americano hanno molti interessi in comune... Fermiamoci e ricominciamo, e cerchiamo di ottenere la pace", ha detto, osservando che le attuali relazioni tra i due Paesi "non sono ragionevoli".
Young, che ora ha 90 anni, ha rappresentato gli Stati Uniti alle Nazioni Unite dal 1977 al 1979 sotto l'allora presidente Jimmy Carter. Ha fornito un esempio di cooperazione tra i due paesi in quel periodo.
"Avevamo un'ONU molto efficace. Non ho mai avuto un veto russo o cinese su nessuna proposta che ho fatto. Uno dei motivi era che l'URSS era interessata all'Africa a quei tempi e gli africani non volevano vedere guerre perché la guerra ha portato via il loro sviluppo. Abbiamo avuto un periodo fantastico alla fine degli anni '70", ha detto.
Il diplomatico ha anche fatto riferimento alla cooperazione sovietico-americana durante e subito dopo la seconda guerra mondiale.
"Quando abbiamo smesso di bombardare e abbiamo iniziato a costruire, tutti sono diventati vincitori. Finché stavamo distruggendo tutti noi pagavamo un prezzo", ha aggiunto.
Young, che si definiva un pacificatore, ha notato l'importanza della cultura nella costruzione di ponti tra i paesi.
"A tutti piacciono Čajkovskij, Tolstoj, Dostoevskij. La civiltà è fortemente influenzata dai pensatori russi", ha aggiunto.
Rischio inflazione, rischio democrazia
Allo stesso tempo, Andrew Young ha osservato che l'inflazione elevata può rappresentare un rischio per la democrazia negli Stati Uniti e per la stabilità politica.
"Se l'inflazione diventa troppo alta, sarà una mossa contro la democrazia negli Stati Uniti perché sarebbe difficile mantenere stabile la politica americana", ha detto Young.
L'ex diplomatico ha affermato che il conflitto in Ucraina, che è uno dei fattori alla base dei prezzi elevati, ha unificato la società civile negli Stati Uniti.
"Tre anni fa eravamo molto divisi. E penso che una cosa che questa guerra abbia fatto sia unire il popolo americano. Ora siamo più uniti per la pace in patria e all'estero di quanto lo fossimo prima", ha detto.
Young ha anche ipotizzato che la possibile sostituzione delle fonti energetiche russe con il petrolio dell'Iran e del Venezuela potrebbe riflettere gli interessi degli Stati Uniti.
"Ora sento parlare di aumentare il petrolio del Venezuela e dell'Iran per sostituire il petrolio russo negli Stati Uniti e nel mondo. Potrebbe essere nell'interesse degli Stati Uniti", ha detto.
La scorsa settimana, la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse statunitensi per la prima volta dallo scoppio della pandemia di coronavirus e ha affermato che potrebbero esserci altri sei aumenti quest'anno se l'inflazione rimane elevata.
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