Israele, premier Bennett critico su discorso di Zelensky: la Shoah non può essere paragonata a nulla

© Sputnik . Evgeny Byatov / Vai alla galleria fotograficaIl primo ministro israeliano Naftali Bennett
Il primo ministro israeliano Naftali Bennett - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2022
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Critica l'uscita del presidente Zelensky, che ieri in occasione di una videoconferenza alla Knesset di Israele ha paragonato la crisi in corso in Ucraina con la Shoah. "Personalmente credo che la Shoah non debba essere comparata a nulla".
Il premier Naftali Bennett ha espresso quanto meno perplessità circa le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Vladimir Zelensky in occasione della sua videocall via Zoom indirizzata alla Knesset, in cui ha paragonato la crisi in atto nel Paese Ucraino alla Shoah.
"Personalmente credo che la Shoah non debba essere comparata a nulla".
Il premier ha poi espresso solidarietà al popolo ucraino, riferendo che nella mediazione tra Russia e Ucraina vi sarebbero progressi, anche se restano divergenze "molto ampie".
Il premier ha poi spiegato, ancora sulla mediazione, che "c'è ancora una lunga strada da fare a causa di temi controversi, alcuni dei quali sono fondamentali. Di recente ci sono stati progressi tra le parti, ma il divario è molto ampio", come citato da vari media, in occasione di un convegno organizzato dal sito Ynet.
Knesset israeliano - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2022
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Israele sta agendo "con delicatezza, generosità e responsabilità" nell'attuale crisi in Ucraina, ha aggiunto il primo ministro Naftali Bennett.
"È importante per me dire che da diverse settimane Israele sta tendendo una mano all'Ucraina in una situazione di crisi, sin dal primo momento, attraverso una varietà di canali. Stiamo gestendo questa sfortunata crisi con sensibilità, generosità e responsabilità, trovando nel contempo un equilibrio di vari fattori complessi", ha detto infine Bennett durante una cerimonia per inviare una delegazione israeliana e attrezzature per allestire un ospedale da campo.
Ha ricordato che Israele ha inviato aerei sin dai primi giorni con varie tonnellate di attrezzature mediche, medicinali e ha anche accolto nel Paese non solo tutti gli ebrei dell'Ucraina aventi il diritto al rimpatrio ma anche "coloro che ne erano sprovvisti". Stando alle sue informazioni, quindicimila ucraini sono già arrivati ​​in Israele.
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