Lotta alle Mafie, in occasione della Giornata in ricordo delle vittime Mattarella esprime fiducia

© AP Photo / Gregorio BorgiaMattarella
Mattarella - Sputnik Italia, 1920, 21.03.2022
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Oggi ricorre la Giornata nazionale a ricordo dei tanti caduti sotto i colpi criminali delle mafie. In occasione della ricorrenza il presidente Sergio Mattarella esprime un pesante giudizio, ed una rinnovata speranza: sconfiggere le mafie è possibile.
In occasione della Giornata nazionale delle vittime di mafia, ricorrenza fortemente voluta da Libera, Sergio Mattarella non si risparmia nell'esprimere quanto la stessa risponda ad un bisogno profondo di "verità e giustizia", e "costituisca una chiamata preziosa per l'intera società, in particolare per i giovani".
Giovani che, sottolinea il presidente, hanno diritto ad "un futuro libero dall'aggressione della criminalità e che sono chiamati a costruirlo a partire dalla loro quotidianità".
La ricorrenza, la quinta per l'esattezza, è l'iniziativa volta a ricordare quanti sono stati uccisi dalle mafie, sottolinea ancora il capo dello Stato, "perché si sono opposti alle prepotenze".
Le vittime di mafia in Italia sono state purtroppo davvero tante, a partire dagli illustri magistrati Falcone e Borsellino, ma anche tutti i cittadini che non hanno voluto cedere al ricatto mafioso, pagandone l'affronto con la morte.
"Pronunciare i nomi di coloro che sono stati uccisi dalle bande criminali mafiose perché si sono opposti alle loro prepotenze - fossero servitori dello Stato, difensori del bene comune, testimoni di valori minacciati, cittadini innocenti e inermi che si sono trovati sulla strada di assassini feroci ricorda a tutti noi i rischi derivanti dalla presenza delle infrastrutture del male che veicolano ogni genere di reati, pretendendo di prendere in ostaggio la nostra vita".
Mattarella finisce il proprio intervento dichiarando come "sia possibile sconfiggere il fenomeno mafioso", e portando a testimonianza di ciò le tante azioni fatte in questa direzione da parte dei magistrati, delle forze di polizia, di tutta quanta la società civile.
"Le mafie cambiano pelle, centri di affari, modalità organizzative. Si insinuano nelle attività legali, e ogni sottovalutazione può aprire varchi alla penetrazione criminale. Istituzioni, forze economiche e sociali, comunità territoriali, singole persone: tutti sono chiamati all’impegno per contrastarla e sconfiggerla a tutela degli spazi di civiltà", ha concluso il presidente, riportando l'attenzione sul pericoloso fenomeno che le stesse stanno attuando negli ultimi anni, vale a dire una progressiva trasformazione in direzione di attività "più lecite" e meno vistose rispetto alla tradizione.
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