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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

La Cina afferma di essere "dalla parte giusta della storia" nel mezzo della crisi ucraina

© REUTERS / Wu Hong/PoolWang Yi, Ministro degli esteri della Cina
Wang Yi, Ministro degli esteri della Cina  - Sputnik Italia, 1920, 20.03.2022
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Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato che il suo Paese è "dalla parte giusta della storia" nel mezzo della crisi ucraina, in risposta alle recenti accuse indirizzate alla Cina da parte americana.
"La posizione della Cina è obiettiva ed equa, ed è coerente con le aspirazioni della maggior parte dei Paesi. Il tempo dimostrerà che la posizione della Cina è dalla parte giusta della storia", ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi in occasione di un'intervista nella provincia di Anhui la notte del 19 marzo.
Il ministro ha ricordato che il presidente Xi Jinping, nella videoconferenza del 18 marzo con il suo omologo americano Joe Biden, ha chiarito la posizione della Cina sulla crisi ucraina e ha proposto una soluzione che consiste nel "promuovere il dialogo e la negoziazione tra le parti, il cessate il fuoco (...)ed evitare vittime civili, soprattutto per prevenire crisi umanitarie".

La soluzione a lungo termine, ha aggiunto, è abbandonare la mentalità della Guerra Fredda, astenersi dall'impegnarsi nello schierarsi tra gruppi contrapposti, e costruire un'architettura di sicurezza regionale equilibrata, efficace e sostenibile nel continente europeo.
Wang ha sottolineato che la Cina ha sempre sostenuto la pace. "Non accetteremo mai alcuna coercizione o pressione esterna e respingiamo anche accuse e sospetti infondati", ha sottolineato.
Il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva affermato mercoledì scorso in un'intervista alla radio NPR che la Cina è già "dalla parte sbagliata della storia quando si tratta dell'Ucraina...", per non essersi opposta fermamente all'intervento russo.
Il 24 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato il lancio di una "operazione speciale" in Ucraina, sostenendo che le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, precedentemente riconosciute da Mosca come stati sovrani, hanno bisogno di aiuto di fronte al "genocidio" messo in atto da anni da parte di Kiev.
Uno degli obiettivi fondamentali di questa operazione, secondo Putin, è "la smilitarizzazione e la denazificazione" dell'Ucraina.
Il presidente russo ha chiesto ai militari e ai civili in Ucraina di non resistere a questa operazione e ha avvertito che la Russia risponderà immediatamente a qualsiasi forza esterna che la minacci o si metta sulla sua strada.
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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato in un'intervista a Reuters che la Russia potrebbe fermare l'operazione "istantaneamente" se l'Ucraina accettasse le sue condizioni, tra cui sono menzionate le garanzie costituzionali di neutralità, nonché il riconoscimento delle repubbliche del Donbass e la sovranità russa sulla Crimea.
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