Ex segretario generale della Lega araba: guerra USA in Iraq basata su bugie

© AP Photo / Maya AlleruzzoSoldati americani in Iraq
Soldati americani in Iraq - Sputnik Italia, 1920, 20.03.2022
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In un'intervista a RIA Novosti, Amr Musa, ex capo della Lega degli Stati arabi, ha dichiarato che gli USA lanciarono il loro intervento sulla base di false informazioni sul programma nucleare iracheno, e ignorando le raccomandazioni per cui una guerra avrebbe potuto gettare il paese in un conflitto prolungato.
L'operazione militare delle forze congiunte degli Stati Uniti e della coalizione anti-irachena "Shock and Awe" (successivamente "Iraqi Freedom") iniziò il 20 marzo 2003.
L'invasione fu motivata dai presunti legami tra il regime di Saddam Hussein ed il terrorismo internazionale, nonché da dati intelligence della CIA che attestavano la presenza di scorte di armi di distruzione di massa in Iraq, dati che, in seguito, non hanno trovato conferma. L'operazione venne intrapresa senza l'approvazione delle Nazioni Unite.
Circa tre settimane dopo l'inizio delle operazioni, a seguito di una rapida offensiva accompagnata da una campagna di massicci bombardamenti aerei, le forze di terra della coalizione entrarono a Baghdad. Il 1 maggio, il presidente George W. Bush annunciò la fine delle ostilità e l'inizio dell'occupazione militare.

"Vedevamo ciò che succedeva al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il tipo di dichiarazioni che venivano fatte. Come disegnavano gli autocarri che, presumibilmente, giravano per l'Iraq e sui quali venivano installati i missili nucleari. Tutte queste conversazioni erano vuote e false. Tutto era organizzato contro gli iracheni. La valutazione non era corretta, ma l'intervento si è concretizzato, nonostante tutte le valutazioni negative relative alla destabilizzazione dell'Iraq e del popolo iracheno, oltre che ai pericoli derivanti dalla distruzione di uno stato in quanto tale", ha affermato Musa.

L'ex capo della Lega Araba ricorda come molti media internazionali gli avessero già posto domande in merito a un possibile intervento statunitense in Iraq.

"Allora avevo detto che si sarebbero aperte le porte dell'inferno. Le mie parole si diffusero in tutti i media del mondo, facendo riferimento al segretario generale della Lega degli Stati arabi".

Parlando dei negoziati riguardanti l'invio di una squadra di esperti per indagare sugli sviluppi nucleari dell'Iraq, Musa ha detto che, dopo la sua nomina a segretario generale della Lega Araba, aveva incontrato Saddam Hussein, discutendo l'eventualità di accettare osservatori stranieri.

"Chiesi a Saddam Hussein se sarebbe stato d'accordo qualora vi fossero state garanzie che, tra gli specialisti, non ci sarebbero stati agenti della CIA, e che le indagini sarebbero state condotte in strutture concordate. Mi disse che sarebbe stato possibile se, con il pretesto degli esperti, non sarebbero giunti agenti dell'intelligence. Promisi di discutere di ciò con il Segretario ONU, Kofi Annan. Gli Stati Uniti, però, si opposero a tale proposta, vedendola come un trucco. Fu lì che iniziammo a capire che ci sarebbe stato un intervento".

Secondo Musa, oggi ci sono leader forti nel governo dell'Iraq, ed il Paese ha tutte le possibilità di ripristinare la piena stabilità e sicurezza, ma per questo Baghdad necessita dell'aiuto dei paesi arabi e degli stati amici, come la Russia.
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