Bevitori: “Il Titano non è ostile a Mosca, vogliamo che si ripristini la razionalità e il dialogo”

© Sputnik . Vladimir Pesnya / Vai alla galleria fotograficaMosca, 13 settembre 2021, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ed il segretario nazionale per gli Affari Esteri sanmarinese Luca Beccari a Mosca
Mosca, 13 settembre 2021, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ed il segretario nazionale per gli Affari Esteri sanmarinese Luca Beccari a Mosca - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2022
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Il Consiglio grande e generale di San Marino ha votato all’unanimità un ordine del giorno che sottoscrive: “il Titano prenda atto delle sanzioni che l’Unione europea e gli organismi internazionali stanno applicando, ed esprime la volontà di adottare gli strumenti normativi più idonei per aderire a tali iniziative”.
San Marino RTV aggiunge che il tema delle sanzioni è stato uno degli argomenti principali anche in Commissione Affari Esteri. Però i meccanismi precisi per le misure restrittive non sono stati ancora definiti, così come la lista dei soggetti che saranno colpiti, ma il segretario agli Esteri, Luca Beccari, nel suo intervento, ha già anticipato che, al momento, non riguarderanno l'import ed export di merci o lo spostamento delle persone.
San Marino sposerà la linea delle sanzioni nei confronti della Russia in pratica seguendo l’esempio dell’Occidente o la Repubblica riuscirà comunque a restare neutrale? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Alessandro Bevitori, parlamentare della “Libera” e Commissario della Commissione Affari Esteri della Repubblica di San Marino.
-On. Bevitori Alessandro, molti giornali scrivono con сertezza che anche il Titano ha già applicato le sanzioni nei confronti della Russia? È davvero così?
-La Repubblica di San Marino, di fronte al dramma della guerra, deve prendere posizione affinché la pace venga al più presto ripristinata. In tale ottica la posizione del mio Paese si differenzia da quella di molti Stati europei, accettando di applicare le sanzioni solo nel caso queste risultino utili alla ripresa del dialogo e intervengano per impedire atti di violenza come ad esempio il finanziamento o il commercio di armamenti o di prodotti “dual use”.
San Marino aderisce a queste limitazioni, ma non accetta di indurre limitazioni di natura economica quando queste vanno a discapito della popolazione, che non ha responsabilità rispetto alla scelta della guerra. Una scelta che noi condanniamo sempre “senza se e senza ma”.
-Alcuni giornalisti sostengonoche per San Marino, che non ha un proprio esercito e non detiene armi, l’unico modo per intervenire in un conflitto sarebbe quello di attivare misure restrittive. Come commenta questa posizione?
-Mi pare una posizione limitativa. È vero che nell’ottica che ho sopra descritto, anche le sanzioni possono essere utili se orientate a ostacolare un uso economico di risorse destinate alla violenza soprattutto nei confronti dei civili, ma il ruolo di un Piccolo Stato si esercita nel sostenere in ogni sede e in ogni momento, il mantenimento del dialogo e la possibilità di risolvere diplomaticamente le questioni fra gli Stati.
L’uso della forza rappresenta solo un modo per sedersi con più ‘ragioni’ al tavolo della trattativa, ed è ingiusto che siano le sofferenze dei civili (e anche dei militari) a pagare il costo di una vicenda che è soprattutto di natura geopolitica.
© Fornita da Alessandro BevitoriAlessandro Bevitori
Alessandro Bevitori - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2022
Alessandro Bevitori
-A Suo avviso, la preziosa neutralità della Repubblica adesso potrebbe essere messa in discussione? Se si, quali sono i rischi?
-L’errata interpretazione della posizione internazionale di San Marino sulla questione ‘russo-ucraina’, ha generato questo rischio.
Noi rivendichiamo invece la forza di quei Paesi che esercitano una politica di “neutralità attiva”, indicando alle parti come le ragioni di un conflitto dipendono dalla responsabilità di entrambi i contendenti e il lavoro da compiere è quello di scremare le ragioni fittizie da quelle reali.
Nel caso in questione il diritto all’autodeterminazione del popolo ucraino e il diritto della Russia di contare su una fascia di protezione territoriale a fini della propria sicurezza, rappresentano le ragioni reali sulle quali va trovato un rapido accordo, utilizzando l’intelligenza e la diplomazia.
-Potrebbe spiegare perché il Suo partito non ha votato la prima versione del documento che è stato poi approvato con qualche emendamento dal Consiglio grande e generale all’unanimità? Quali modifiche avete proposto voi?
-Libera è un partito fortemente identitario che mette al primo posto il bene comune, la democrazia e la libertà del proprio popolo. In un momento emotivamente molto coinvolgente come quello immediatamente successivo allo scoppio della guerra in una regione europea, alcune forze politiche hanno spinto affinché la Repubblica adottasse tout court le decisioni che la maggior parte dei paesi europei ha assunto.
Noi non siamo d’accordo che secoli di storia vocati alla neutralità e al rifiuto della guerra, coinvolgessero San Marino in decisioni che la fomentano.
Siamo quindi intervenuti affinché venisse evidenziata la ferrea condanna della guerra come mezzo di risoluzione della controversia, fosse affermata l’indispensabile apertura del Paese all’accoglienza dei profughi, e si evidenziasse un forte elemento di differenziazione rispetto alle azioni da compiere selezionando le sanzioni e favorendo gli elementi del dialogo.
Il Governo ha accolto (parzialmente) le nostre proposte e la opportunità di presentare un Paese unito di fronte al dramma che si sta vivendo, ci ha indotto a sostenere l’ordine del giorno approvato all’unanimità.
-Il Segretario di Stato Luca Beccari ha spiegato che le sanzioni “non sono contro il popolo russo, ma contro persone inserite nelle liste formate dall’Ue e che vanno a colpire beni e fondi eventualmente presenti a San Marino, ma andrà verificato se ci sono beni e fondi riconducibili a nomi che appartengono a quelle liste”. In realtà non è proprio cosi, visto il clima di russofobia, di discriminazione e il fenomeno di “cancel culture” che purtroppo si stanno diffondendo nel in Vecchio continente .. Lei d’accordo?
-Noi rifiutiamo categoricamente ogni discriminazione nei confronti dei cittadini russi e di ogni forma di emarginazione degli elementi della cultura russa. Riconosciamo fondamentale l’apporto di tale cultura alla formazione della più generale cultura europea e ci battiamo affinché ogni forma di limitazione venga al più presto rimossa.
Ancor più pericolosa la discriminazione nei confronti dei cittadini russi, in tanti sono residenti nella Repubblica di San Marino, e intendiamo non solo difenderli ma far capire che le discriminazioni nei confronti dei popoli hanno portato nella storia le più atroci conseguenze.
-Qualche mese fa si parlava dell’abolizione dei visti tra il Titano e la Russia, il popolo sammarinese si vaccinava con lo Sputnik V. Ora a che punto sono i rapporti in questo momento? Come e quando, a suo avviso, si potrà ripristinare il dialogo?
-Per le differenze di posizione che San Marino esprime e che sopra spero di aver spiegato esaurientemente, e per la sua volontà di sollecitare la fine delle ostilità e il ritorno al dialogo, riteniamo che possa al più presto essere riconsiderata la posizione del nostro Paese, come Paese “non ostile”.
Noi non siamo ostili alla Russia, condanniamo la guerra e la violenza e vogliamo che si ripristini la razionalità e il dialogo.
Con l’Ambasciata russa abbiamo avviato progetti di cooperazione culturale che vorremmo riprendere al più presto e ciò sarà possibile nel momento in cui la sicurezza europea e l’equilibrio mondiale sarà ripristinato. Un augurio che ci sentiamo di fare ai sammarinesi, ma anche ai cittadini del Mondo, russi e ucraini compresi.
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