Premier croato: il drone precipitato a Zagabria arrivato dall'Ucraina portava una bomba aerea

© AFP 2022 / EMMANUEL DUNANDIl primo ministro croato Andrej Plenkovic
Il primo ministro croato Andrej Plenkovic - Sputnik Italia, 1920, 18.03.2022
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Il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, ha affermato che l'aeromobile a pilotaggio remoto caduto a Zagabria era un drone da ricognizione modificato per poter trasportare una bomba aeronautica.
Il velivolo è precipitato la sera del 10 marzo in una zona verde di uno dei distretti della capitale croata, si è sentita un'esplosione ed è rimasto un cratere.
La polizia ha trovato due paracadute nelle vicinanze. Presumibilmente, questo potrebbe essere un aeromobile a pilotaggio remoto da ricognizione Tu-141 Strizh di fabbricazione sovietica arrivato dall'Ucraina.
Dal cratere è stato rimosso il relitto del drone, nonché la scatola nera, le cui registrazioni sono ancora da decifrare.
Secondo le dichiarazioni del ministero della Difesa del Paese, la bomba aeronautica trasportata dal drone, di fabbricazione sovietica, pesava 120 chilogrammi e conteneva un carico di esplosivo da 40 kg, il carico era cumulativo ed è esploso dall'impatto nel cratere.

"Il velivolo era armato, c'è stata un'esplosione, è più probabile che si tratti di una bomba aerea, renderemo noti i dettagli quando l'intera procedura sarà completata. Sappiamo, ed è importante, che sono stati trovati un detonatore, frammenti, abbiamo stabilito inequivocabilmente che è stato modificato in modo che potesse portare armi", ha dichiarato il premier croato in un briefing dopo un incontro con i vertici militari.

Secondo Plenkovic, il drone, mentre stava volando verso Zagabria, ha dato un segnale debole sui radar in Romania, Ungheria e Croazia, ma non è stato percepito come un oggetto pericoloso.

"Al momento sappiamo il punto in cui il drone è apparso sui radar della Romania. I radar rumeni coprono più profondamente il territorio ucraino. Ma il momento in cui è stato rilevato non sta ad indicare che sia decollato da lì. Perciò ho detto che probabilmente è stato errore, un sabotaggio o un'intenzione. Non abbiamo ancora una risposta", ha detto il primo ministro croato.

Lo scorso sabato, Plenkovic è giunto sul luogo della caduta del drone a Zagabria, che ha definito una chiara minaccia per tutti i paesi membri della NATO.
Il capo del governo croato ha ricordato di essersi rivolto ufficialmente ai leader dei paesi UE, ai capi del Consiglio UE Charles Michel, della Commissione Europea Ursula von der Leyen, della diplomazia UE Josep Borrell e al segretario generale della NATO Jens Stoltenberg con un invito a rafforzare la cooperazione per aumentare la prontezza dinanzi a tali incidenti.
Il primo ministro croato ha dichiarato che è necessario modernizzare la difesa aerea del Paese, acquisire sistemi di difesa aerea a corto raggio entro il 2023-2025. In precedenza, Zagabria aveva acquistato uno squadrone di 12 aerei francesi Rafale per 1,2 miliardi di euro, tasse incluse.
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