Lavrov: Mosca vuole garanzie di sicurezza comuni per la Russia, l'Ucraina e l'Europa

© Servizio stampa del ministero degli Esteri della Federazione Russa / Vai alla galleria fotograficaIl ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 18.03.2022
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A dicembre, Mosca ha presentato le sue proposte di sicurezza alla NATO e agli Stati Uniti, chiedendo garanzie legali all'Occidente sulla non espansione della NATO.
La Russia sta cercando garanzie di sicurezza che siano comuni per Mosca, per Kiev e per tutta l'Europa, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un'intervista a RT.
Tra le altre cose, Lavrov ha parlato anche dell'operazione militare russa in corso in Ucraina.

"L'obiettivo è quello di smilitarizzare l'Ucraina, in modo che tale minaccia non provenga dal territorio ucraino, nonché ottenere garanzie di sicurezza che si basino sul principio di una sicurezza comune e indissolubile per l'Ucraina, per la Russia e per tutti i paesi europei, noi proponiamo ciò da molti anni", ha affermato il massimo diplomatico russo.

Lavrov ha poi espresso la speranza che l'attuale situazione "anormale" tra Russia e Ucraina venga risolta, ma ha anche avvertito che l'Occidente impedirà che ciò accada.

"Sono sicuro che prevarrà la vicinanza storica dei due popoli fraterni", ha sottolineato Lavrov.

Analizzando l'influenza che i paesi occidentali hanno sull'Ucraina, Lavrov ha sottolineato le accuse di creazione, sotto la supervisione degli Stati Uniti, di armi biologiche nel paese dell'Europa orientale.

"Dal punto di vista del Pentagono, l'Ucraina è forse il più grande programma che gestisce le attività di questi laboratori", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, parlando dei laboratori biologici in Ucraina, che, secondo i risultati del ministero degli Esteri russo, sono stati finanziati da Washington per lavorare su varie infezioni, virus e potenzialmente anche armi biologiche.

Lavrov ha previsto che gli Stati Uniti stanno cercando di creare un mondo unipolare, in cui ogni paese obbedisca al più forte. Un tale punto di vista non prevede l'esistenza di alcun villaggio globale, ha sottolineato il ministro degli Esteri russo, sarebbe al contrario piuttosto "un villaggio americano".
Il ministro degli esteri russo ha poi detto che Washington è riuscita a "mobilitare" il mondo sulla base degli interessi americani, qualcosa che, secondo Lavrov, indica l'effettiva scala di "indipendenza" dell'Unione Europea e dei membri della NATO.
Tuttavia, secondo Lavrov, non tutti i paesi sono pronti ad essere d'accordo con questo.

"Ci sono nazioni che non accetterebbero mai un villaggio globale sotto lo sceriffo americano", ha dichiarato, aggiungendo che "Cina, India, Brasile, Argentina, Messico sono sicuramente dei paesi che non vogliono trovarsi nella posizione di dire 'sì signore' quando lo zio Sam ordina loro qualcosa".

Anche la Russia, ha infine dichiarato, "non rientra nella categoria dei paesi che sarebbero pronti a farlo".

Guerra mediatica e sanzioni

Secondo Lavrov, l'Occidente continua a condurre una "guerra mediatica" contro la Russia, cercando di presentare solo un lato della storia che c'e' dietro il conflitto ucraino.
Il ministro ha anche sottolineato come Washington cerchi di usare TikTok per "fare il lavaggio del cervello" ai bambini, cosa che Lavrov ha definito essere "non giusta".
L'intenzione dell'Occidente è quella di emarginare la Russia, ha affermato l'alto diplomatico, usando una pressione senza precedenti per frenare lo sviluppo della Russia. Eppure, anche di fronte alle massicce ondate di sanzioni, la Russia elaborerà misure per rispondere e continuare a migliorare il Paese.
"Devo dire che le sanzioni ci hanno sempre rafforzato", ha osservato Lavrov.
Il ministro degli Esteri russo ha affermato che il Paese ha finora subito oltre 5.000 sanzioni individuali, un record che eclissa le restrizioni imposte all'Iran ed alla Corea del Nord.
Quello che sta accadendo ora, ha detto Lavrov, non può essere paragonato all'ammontare delle sanzioni introdotte contro Mosca dopo gli eventi del 2014, quando la Crimea è stata riunificata alla Russia, ma l'esperienza di quel tempo ha permesso al Paese di imparare una lezione che lo ha aiutato a prepararsi alla situazione attuale.

"Ora l'illusione di poter contare sui partner occidentali è andata in frantumi. Ora possiamo fare affidamento solo su noi stessi e su quegli alleati che rimarranno con noi", ha affermato Lavrov.

La sua intervista arriva nel mezzo dell'operazione militare russa in Ucraina, lanciata il 24 febbraio. Il Cremlino ha affermato che l'obiettivo è la "smilitarizzazione e de-nazificazione" del suo vicino e proteggere il popolo dalle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, che soffrono per mano dell'esercito ucraino. L'operazione militare ha ricevuto una forte condanna da parte dell'Occidente, molte nazioni hanno imposto dure sanzioni contro le imprese russe, la cultura, il settore finanziario, i media e molte altre aree.
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